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Attualità | 17 gennaio 2019, 10:24

Sorpresina razzista negli ovetti Kinder? L'albese Ferrero si difende: "Nessun riferimento al Ku Klux Klan"

Pupazzetto accusato di richiamare le sembianze del presidente Trump ed evocare il famigerato movimento suprematista. L’azienda: "Nessun riferimento voluto"

La sorpresina Kinder incrimata

La sorpresina Kinder incrimata

E’ un rapporto evidentemente non semplice quello che corre tra la multinazionale dolciaria albese e il presidente Usa Donald Trump.

Correva l’anno 2016, nel pieno della corsa per la Casa Bianca, quando la feroce polemica per le frasi sessiste di The Donald tirò indirettamente in campo uno dei prodotti Ferrero più diffusi negli States. "Tic Tac rispetta tutte le donne. Riteniamo le affermazioni e i comportamenti di Trump inappropriati e inaccettabili", aveva spiegato l’azienda di Alba in un tweet dopo che un video diffuso nel pieno della campagna elettorale aveva testimoniato la visione non propriamente evoluta del magnate nei rapporti con l’altro sesso.

Ora al centro della polemica appena scoppiata negli Usa c’è una sorpresina degli ovetti Kinder, che sempre nel paese a stelle e strisce ha sollevato una polemica subito rilanciata dai social per il possibile messaggio razzista che secondo alcuni questa avrebbe voluto veicolare.

Motivo? Il pupazzetto trovato nel classico e amatissimo contenitore a forma di uovo delle sorprese Kinder ritrae un omino il cui singolare ciuffo biondo per alcuni ricorderebbe l’inconfondibile pettinatura del presidente Usa. Ma non solo: lo stesso omino tiene per mano tre palloncini sui quali campeggiano altrettante lettere K. L’iniziale di Kinder, si direbbe, non fosse che quella lettera ripetuta per tre volte negli Usa evoca l’acronimo del famigerato Ku Klux Klan, movimento suprematista bianco che da oltre un secolo diffonde messaggi improntati al più bieco e violento razzismo.

Un accostamento a dire il vero abbastanza forzato, almeno per un consumatore italiano. Non così forse negli Usa, dove comunque il forte dibattito subito innescato nell’agone dei social contempla anche chi ha voluto vedere nella sorpresina di casa Ferrero un messaggio in realtà critico nei confronti dello stesso Trump.

A chiarire le reali intenzioni del gruppo, la cui politica è da sempre quella di tenersi ben lontani dal prendere posizione in contese di stampo politico, è stata intanto una nota diramata dall’azienda e ripresa in queste ore dai media di mezzo mondo: "Nel disegno iniziale, il giochino aveva un solo palloncino con la lettera K. Gli altri due sono stati aggiunti per rendere la struttura complessiva più robusta e stabile, dal momento che la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono molto importanti. Non volevamo assolutamente fare alcun riferimento al Ku Klux Klan e ci scusiamo davvero con chi si è sentito offeso. Il pupazzetto in questione era in edizione limitata in quanto prodotto in occasione del 50° anniversario di Kinder, abbiamo già interrotto la produzione e tramite il Servizio Clienti è possibile cambiare quelli già trovati negli ovetti con altri giochini a scelta".

Ezio Massucco

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