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Attualità | 17 gennaio 2019, 20:03

Un grande passo per la medicina, un passo da gigante per una bambina: ricostruito l’esofago di una bambina fossanese

Una lunga convalescenza, una sorta di secondo svezzamento, un grande messaggio di speranza

Un grande passo per la medicina, un passo da gigante per una bambina: ricostruito l’esofago di una bambina fossanese

In questi giorni testate giornalistiche e telegiornali hanno fatto un gran parlare della vicenda della bambina di tre anni alla quale l’equipe medica della Chirurgia pediatrica della Città della salute ha ricostruito l’esofago. Un intervento unico nel suo genere che, si spera, consentirà dopo una lunga convalescenza, alla piccola di nutrirsi per bocca ingerendo cibi.

Tre anni appena compiuti, la bambini è stata operata il 25 ottobre scorso dall’equipe di Chirurgia pediatrica del dottor Fabrizio Gennari in collaborazione con il dottor Renato Romagnoli, della Chirurgia universitaria e il dottor Dario Reggio del servizio di Endoscopia interventistica della Città della salute di Torino.

Una bambina forte, dal carattere deciso, come la racconta la mamma affidataria della Casa famiglia dell’associazione Papa Giovanni XXIII nella quale la piccola è ospitata da un anno circa, abituata alla sua nutrizione parenterale, ovvero sia tramite flebo, che oggi sta affrontando un lungo percorso di convalescenza.

“L’intervento è riuscito, ma questo non significa che improvvisamente la bambina possa mangiare. Innanzitutto c’è stato un lungo e pericoloso percorso di rianimazione durato 50 giorni. Ora è invece iniziato il lungo percorso perché impari a deglutire. In questo momento riesce a bere bene, ma per il momento rifiuta il cibo, non l’attirano i gusti. In questo momento c’è uno staff di logopedisti e specialisti della nutrizione che sono coinvolti in questa fase lunga e complessa di educazione all’alimentazione per bocca” racconta la mamma affidataria, oramai stanchissima dopo il lungo periodo post operatorio e con un altrettanto complesso periodo di convalescenza da affrontare.

Nella voce della mamma affidataria si percepiscono il senso di speranza e la stanchezza dopo quasi due mesi di gestione della casa famiglia con l’impegno della piccola ricoverata a Torino e ancora un lungo percorso perché la piccola si abitui a nutrirsi per bocca i un percorso simile a un secondo svezzamento, passo dopo passo.

Per ora per lei non è ancora un dono questo intervento, ma è tutta fatica. Non è facile. Diciamo che è abilitata a mangiare” aggiunge.

Non resta che augurare alla piccola di poter, giorno dopo giorno, imparare a nutrirsi e di crescere il più serenamente possibile.

Agata Pagani

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