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Attualità | 18 gennaio 2019, 13:00

Ferrero in prima fila tra i colossi mondiali in corsa per i biscotti australiani Arnott’s

La multinazionale albese in "shortlist" nel secondo round dell’asta indetta dall’americana Campbells’. Ma dovrà vincere la concorrenza dei giganti a stelle e strisce Kraft Heinz e Mondelez International

Parla australiano la nuova acquisizione cui sta lavorando l'albese Ferrero

Parla australiano la nuova acquisizione cui sta lavorando l'albese Ferrero

Passi in avanti per Ferrero nella trattativa che vede il gruppo di Alba interessato agli asset internazionali di Campbell Soup.

L’indiscrezione, che fa seguito alla notizia già trapelata nello scorso dicembre e riportata dal nostro giornale, è stata battuta nelle scorse ore dall’agenzia finanziaria Reuters, secondo la quale la multinazionale della Nutella "sarebbe entrata a far parte della 'shortlist' nel secondo round dell'asta" avviata dal gruppo Usa per dismettere le proprie attività internazionali.

Tra queste, lo ricordiamo, insieme al produttore di snack danese Kelsen Group, il posto di maggiore rilievo lo avrebbe il produttore di biscotti australiano Arnott's, azienda dalla storia centenaria (fondata nel 1847 a Morpeth, nel New South Wales), oggi una dei maggiori realtà del mercato dolciario del Paese, dagli anni ’90 controllato dal marchio Usa divenuto icona pop grazie all’estro artistico di Andy Wharol.

Un boccone ghiotto per Ferrero, da anni presente nel continente australiano con i propri marchi e uno stabilimento produttivo. Un piatto che l’agenzia finanziaria stima in un valore di acquisto vicino ai 3 miliardi di euro.

Al gruppo albese come noto non manca la liquidità, ma per aggiudicarselo dovrà comunque fare i conti con competitori di primo livello nel mercato mondiale dell’alimentare.
Sempre secondo Reuters, insieme a Ferrero, affiancata dalla banca d’affari Rothschild come advisor, la seconda fase della trattativa coinvolgerebbe infatti nomi quali le società Usa Kraft Heinz e Mondelez International.

La prima è la quinta multinazionale al mondo del settore alimentare (la seconda per ordine di grandezza nel Nord America), nata nel 2017 dalla fusione tra Kraft Foods e H. J. Heinz Company. Quotata al Nasdaq e controllata dalla società brasiliana di private equity 3G Capital e dalla Berkshire Hathaway, la finanziaria di Warren Buffett, conta 39mila dipendenti e un fatturato pari a 27 miliardi di euro, realizzati grazie a una galassia di marchi tra i quali i più conosciuti in Italia sono Plasmon, Heinz, Planters, Biaglut, Aproten, Cuore di Natura, Dieterba e Nipiol.

Secondo produttore mondiale di cioccolato davanti proprio a Ferrero, Mondelez è invece la società Usa (la sede è presso Chicago, nell’Illinois) nata nel 2012 dallo "spin off" degli snack e dolciumi prima ricadenti nell’organigramma della stessa Kraft Foods. Un colosso attivo in 80 Paesi, anch’esso quotato al Nasdaq, forte di un organico da 100mila dipendenti e di un fatturato da 25,9 miliardi di dollari, realizzato grazie a marchi conosciuti in tutto il mondo quali Cipster, Fonzies, Mikado, Philadelphia, Oreo, Halls, Yonkers, Milka, Trident e Toblerone, insieme agli italiani Fattorie Osella, Saiwa, Hag e Splendid.

A completare l’agguerrita griglia dei concorrenti, riferisce ancora l’agenzia finanziaria, ci sarebbero poi i private equity Bain Capital, KKR & Co e FinTrek Capital Hong Kong, mentre dalla partita sarebbero uscite l'altro colosso fino a ieri in lizza, la Pepsi, e il fondo Usa Pacific Equity Partners.

Ezio Massucco

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