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Attualità | 18 gennaio 2019, 17:13

Mondovì: un ricorso al TAR frena "Infinitum"?

È stato presentato da un pool di soggetti torinesi e pisani, escluso dalla procedura d'affidamento. Il Comune: "La questione è attualmente sub iudice, non riteniamo opportuno rilasciare dichiarazioni". Slittano le tempistiche d'apertura al pubblico?

La chiesa della Missione

La chiesa della Missione

È stato il biglietto da visita, perlomeno in ambito culturale, della campagna elettorale del "Patto Civico", la coalizione che nel 2017 ha sostenuto la candidatura di Paolo Adriano, attuale sindaco di Mondovì, e, ora, rischia di veder slittare la propria concretizzazione: "Infinitum", progetto che prevede un percorso con affacci multimediali ad alto coefficiente emozionale sugli affreschi di Andrea Pozzo presso la chiesa della Missione di Piazza, potrebbe non essere fruibile entro l'estate, come preannunciato dall'amministrazione comunale.

Un possibile slittamento che nulla ha a che vedere con tanto eventuali quanto fantomatici ripensamenti da parte della Giunta comunale; la sua ragione, infatti, è da ricercarsi (e individuarsi) nel ricorso al TAR presentato da un raggruppamento di soggetti (i torinesi "Punto Rec Studios" e "Theatrum Sabaudiae Torino" e i pisani di "ACME04"), al fine di richiedere l'annullamento in autotutela, ai sensi della legge 241/1990, dell'esclusione dalla procedura di gara (quella inerente all'affidamento della progettazione, realizzazione e gestione dell'iter all'interno della chiesa).

La motivazione del ricorso (segnalato al Comune di Mondovì lo scorso 11 dicembre, ndr), stando alle informazioni in nostro possesso, sarebbe legata a un vizio di forma che avrebbe estromesso il pool tosco-piemontese dalla procedura d'affidamento.

A tal proposito, l'amministrazione del capoluogo monregalese ha ritenuto necessario avvalersi di un servizio di consulenza specialistica da parte di un legale: la scelta è ricaduta sull'avvocato Francesca Mastroviti di Torino.

Nessun commento ufficiale, invece, sull'episodio in sé: "Essendo la vicenda sub iudice - affermano dal municipio - e pendendo un ricorso al Tar, non riteniamo di rilasciare dichiarazioni che attengono al merito della questione oggetto di controversia".

Alessandro Nidi

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