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Attualità | 19 gennaio 2019, 07:45

Il ricordo degli ebrei liguri riesumato dall'oblio: la presentazione a Savigliano del libro "Ombre al confine"

Paolo Veziano venerdi 25 gennaio presenta la nuova pubblicazione in onore della Giornata della Memoria

Il ricordo degli ebrei liguri riesumato dall'oblio: la presentazione a Savigliano del libro "Ombre al confine"

Venerdì 25 gennaio, alle ore 17.30 presso l’ex Chiesa di sant’Agostino (piazzetta Arimondi - Savigliano) verrà presentato il libro “Ombre al confine. L’espatrio clandestino degli ebrei stranieri dalla Riviera dei Fiori alla Costa Azzurra 1938-1940”, (Fusta editore).

L’incontro, organizzato dall’Assessorato alla Cultura – Biblioteca Civica, è inserito nel calendario delle iniziative programmate per commemorare il Giorno della Memoria. Con l’autore dialogherà Alessandro Capellaro dell’Associazione Giorgio Biandrata.

Nell’estremo ponente ligure i più anziani ne parlavano talvolta fra loro. Ricordavano quelle persone straniere che parlavano un italiano stentato, che avevano vissuto per qualche tempo tra Sanremo e il confine francese e, appena possibile, erano fuggiti in Francia fra mille pericoli, perché il governo italiano fascista non li accettava, emetteva provvedimenti di espulsione, pur favorendo l’esodo in Francia di quella gente troppo “scomoda” per un regime alleato della Germania nazista. Anche in Francia i rischi non erano pochi: venivano respinti perché indesiderati, e per questo motivo erano costretti a varcare il confine clandestinamente. Sia che lo sconfinamento avvenisse via mare, sia via terra attraverso passaggi impervi, molto alte erano le probabilità di mettersi nelle mani di “passeur” a volte senza scrupoli. 

Della vicenda degli ebrei stranieri non si è parlato per decenni. Si è taciuto il racconto di tutti coloro che cercarono di sfuggire alle persecuzioni raggiungendo la Francia, non soggetta ad un regime dittatoriale, attraverso l’Italia, sperando poi di arrivare in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Una storia triste, soprattutto perché non tutti quegli ebrei erano facoltosi: molti conducevano una vita stentata, respinti dal loro paese d’origine, mal tollerati in Italia, spesso respinti dalla Francia.

Questa storia è stata riscoperta grazie a Paolo Veziano, appassionato storico e studioso di Isolabona, piccolo paese nell’imperiese. L’autore da anni si occupa di ricostruire la storia degli ebrei stranieri sull’estremo ponente ligure. Seguire la loro odissea sarà un’avventura umana, intellettuale e storica non solo per gli addetti ai lavori. Tutti gli avvenimenti che riempiono queste pagine vengono raccontati da Veziano senza alcuna retorica, in maniera lucida e precisa, attraverso una congrua e inoppugnabile documentazione di atti ufficiali e privati, facendo parlare le carte, le cose e i personaggi; ed è questo, senza dubbio alcuno, il merito principale dell’autore e il pregio indiscutibile della sua opera. Da sottolineare anche la qualità della scrittura di Veziano: sorvegliata, ricercata, talvolta lirica ma sempre chiara ed efficace.

Se è vero, come dice Philippe Claudel, che scrivere è doloroso… fa male alla mano e all’anima, raccontare la tragedia di questi uomini - costretti ad abbandonare tutto, a subire le prepotenze e i ricatti di gente priva di scrupoli e del più elementare senso di umanità, a vivere nascosti, continuamente braccati, e talvolta a togliersi la vita perché psicologicamente stremati - deve aver provocato nell’autore una grande sofferenza, ma la scrittura serve anche a esorcizzare il dolore e, nel caso di uno storico, a tramandare la memoria del passato; ed è questo il compito che si è prefisso Paolo Veziano per salvare dall’oblio storie, personaggi e persino i confini come dice nella sua bella prefazione, ricca di suggestioni letterarie, Alberto Cavaglion.

I luoghi che fanno da sfondo sono carichi di memorie letterarie, ma tornano nella nostra attualità quotidiana: la pressione migratoria al confine tra Italia e Francia percorre quelle stesse serpentine che da Ventimiglia conducevano i profughi ebrei in fuga dall'Italia fascista in direzione di Garavan, il quartiere di Mentone prossimo alla frontiera.

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