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Attualità | 22 gennaio 2019, 18:42

Lino Banfi nella Commissione Italiana Unesco, Cerrato (Paesaggi Vitivinicoli): "Consesso serio, speriamo lo rimanga"

La notizia della nomina dell’attore e comico da parte del vicepremier Di Maio spopola sui social, tra ironie e sberleffi. L’esperto albese, consulente della stessa Commissione Interministeriale, commenta così

Lino Banfi: il vicepremier Di Maio lo vuole nella Commissione Italiana Unesco

Lino Banfi: il vicepremier Di Maio lo vuole nella Commissione Italiana Unesco

In qualche modo è la notizia del giorno. L’intervento col quale, stamattina, durante l’evento di presentazione del reddito di cittadinanza, il vicepremier cinque stelle Luigi Di Maio ha voluto "dare all’Italia una notizia che mi riempie di orgoglio", spiegando che "come governo abbiamo individuato il maestro Lino Banfi perché rappresenti il governo nella Commissione Italiana per l'Unesco" e quindi che "abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell'Unesco", sta facendo il giro dei social guadagnando qualche sparuta reazione positiva e una valanga di commenti, battute, meme e reazioni ricomprese invece in un repertorio emozionale che va dall’incredulo all’ironico.

Se è vero che l’attore nato ad Andria il 9 luglio 1936, noto ai più per pietre miliari della cinematografia di casa nostra come "L’allenatore nel pallone", "Occhio malocchio prezzemolo e finocchio", "La soldatessa alle grandi manovre" e "Vieni avanti cretino", ha poi preso la parola per dire "basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni, io porterò un sorriso", improntata a un sorriso forse più di circostanza è anche la reazione alla notizia di Roberto Cerrato, direttore dell’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato (il sodalizio che si occupa della gestione e promozione dell’omonimo sito entrato) e ormai da alcuni anni componente della stessa commissione interministeriale in qualità di esperto.

"Certo è un po’ un fulmine al ciel sereno… – spiega al nostro giornale un Cerrato preso sinceramente alla sprovvista –, cosa dire se non sperare che questo nuovo componente possa portare un po’ di buonumore in un consesso che per sua natura è invece molto serio, dovendo occuparsi di tematiche piuttosto delicate, che hanno un'incidenza diretta sulle concrete opportunità di sviluppo di alcune tra le più belle e rappresentative località turistiche del nostro Paese".

Il compito della Commissione è infatti quello di dare una prima valutazione rispetto alle sempre più numerose richieste con le quali città e regioni italiane si candidano a far parte del ristretto e selezionato club di siti riconosciuti dall’organizzazione internazionale come meritevoli di fare parte nell’Heritage List che dallo scorso 2014 annovera anche, quale 50° sito italiano (ora sono 53), le colline di Langhe, Roero e Monferrato.

Dal 2016 presieduta da Franco Bernabè – manager con trascorsi al vertice di primarie società private (Eni e Telecom) e incarichi in importanti realtà pubbliche (tra i tanti, quella di presidente della Biennale di Venezia e di rappresentante speciale del governo italiano per la ricostruzione del Kosovo) – l'assemblea è formata da una quindicina di componenti, soprattutto alti funzionari provenienti in buona parte da ministeri quali quello dei Beni e Attività Culturali e dello Sviluppo Economico, oltre a tre esperti esterni tra i quali, appunto, lo stesso Cerrato.

"Immagino che da Lino Banfi non ci si aspetti un contributo di questa stessa stregua – continua Cerrato –, e sinceramente non so bene come la sua figura si potrà inquadrare in questa particolare cornice. Ma va bene, lo incontreremo e vedremo cosa si potrà fare per lavorare insieme. Speriamo soltanto che l'assemblea non diventi il luogo dell’umorismo, che rimanga quell’importante risorsa che da tempo rappresenta per lo sviluppo turistico del Bel Paese".

Ezio Massucco

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