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Attualità | 22 gennaio 2019, 15:31

Via a Cuneo al progetto "Prima Persona Plurale": si mettono a sistema le attività di sostegno ai senza fissa dimora

Presentato ieri sera (21 gennaio) alla I^ commissione consiliare, il progetto si propone di accompagnare 15 soggetti nel percorso di abbandono della propria situazione

Via a Cuneo al progetto "Prima Persona Plurale": si mettono a sistema le attività di sostegno ai senza fissa dimora

Si chiama "Prima Persona Plurale" e più che un progetto importante di accoglienza e inclusione dei soggetti senza fissa dimora della città di Cuneo è un "modus operandi" che gli attori coinvolti vorrebbero adottare negli anni a venire.

Il progetto è stato presentato alla I^ commissione consiliare nella serata di ieri (lunedì 21 gennaio) nel salone del Consiglio comunale del capoluogo.

Presenti - oltre al vicesindaco Patrizia Manassero e alla presidente della cooperativa MoMo Elisa Gondolo - i rappresentanti della Croce Rossa, della Compagnia San Vincenzo, della Caritas, della parrocchia del Cuore Immacolato, della Papa Giovanni e della cooperativa Emanuele: tutte realtà già protagoniste nell'ambito del sostegno ai senza fissa dimora.

"Prima Persona Plurale", in un anno di attività progettuale di base, si propone di accogliere 15 soggetti senza fissa dimora in 6 strutture per autonomia abitativa, creando per ciascuno di essi percorsi di accompagnamento e autonomia perché possano non solo inserirsi nella società come membri attivi e produttivi tramite tirocini e corsi di formazione, ma anche comprendere cosa comporti il passaggio dalla loro situazione "d'origine" a quella che li vede impegnati nella gestione di una casa inserita in una struttura e in un quartiere.

Il tavolo di lavoro del progetto, poi, potenzierà e mapperà i servizi a bassa soglia (come dormitori o mense) esistenti in città perché possano rispondere alle esigenze dei vari soggetti, incontrandosi mensilmente per indirizzare l'andamento del progetto.

Dei 6 alloggi compresi all'interno del progetto, la maggior parte si trovano già occupati; alcuni dei 15 soggetti che diverranno protagonisti di "Prima Persona Plurale", quindi, sono già stati individuati. "Il bando di coprogettazione che verrà rilasciato a giorni conterrà le specifiche di selezione - ha detto Elisa Gondolo - , ma fin d'ora possiamo dire che la necessità o meno di un permesso di soggiorno non sarà un discrimine; cercheremo di coinvolgere soggetti con risorse proprie, che potrebbero più beneficiare dal progetto stesso".

Il progetto si avvarrà di un contributo totale (in fondi europei) di 207mila euro, bastevoli per ora a supportare il percorso per il tempo e il numero di soggetti indicati.

L'obiettivo, però, è quello di creare un sistema condiviso che unisca e rinforzi le varie attività già presenti sul territorio: è questo - secondo le associazioni e l'amministrazione - l'unico modo per affrontare la questione dei senza fissa dimora, che secondo i dati del 2016 riguarda 86 cuneesi.

"Non possiamo dire se 15 persone siano tante o poche - ha concluso Roberto Saba, vicepresidente della cooperativa MoMo - ma il Talmud dice chi salva una vita salva il mondo intero, come ricorda anche il film Schindler's List. Insomma, pochi o tanti, questi soggetti rappresentano un'opportunità che non possiamo lasciarci scappare".

simone giraudi

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