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Cronaca | 23 gennaio 2019, 20:02

Aggredito e rapinato in casa: a processo due giovani

Il fatto avvenne a Cuneo il 19 ottobre 2016, vittima un impiegato cinquantenne

Foto generica

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Lo aveva fatto entrare in casa perché voleva fargli ritinteggiare i termosifoni. Ma M.E.D., marocchino ventenne, dopo poche parole aveva aperto la porta dell’ingresso facendo entrare un altro giovane. I due lo avevano aggredito prendendolo prima per la gola e poi colpendolo alla testa: “Mentre mi picchiavano continuavano a chiedermi dove tenessi i soldi e l’oro, che non avevo. Poi ho perso conoscenza e quando mi sono ripreso ero in lago di sangue. Li ho sentiti che rovistavano in casa e poi mentre cercavano di scappare con due notebook. Mi sono ripreso e ho dato uno spintone a uno di loro, che ha fatto cadere a terra i pc. Poi sono scappati”.

E’ il racconto di un cinquantenne impiegato cuneese vittima della violenta aggressione risalente al 19 ottobre 2016 avvenuta nella sua abitazione, nel centro città. M.E.D e O.G. sono a processo per rapina aggravata. Si erano portati via il portafoglio con 40 euro.

“Sono stato medicato in pronto soccorso per un trauma alla testa e la frattura di due costole, con una prognosi di 20 giorni. Ma dopo una settimana sono tornato in ospedale perché continuavo ad avere dolori e mi hanno prolungato la malattia di altri 30 giorni”, ha continuato l’uomo. “Ho passato un periodo bruttissimo, ho dovuto assumere psicofarmaci”.

A condurre le indagini erano stati i carabinieri di Borgo San Dalmazzo che grazie alla descrizione da parte della vittima avevano riconosciuto in uno dei due giovani M.E.D., detto “Momo”, persona a loro nota. Il ragazzo aveva confessato la rapina e permesso ai militari di identificare il complice O.G., un senza fissa dimora con un passato da pugile, conosciuto come “un picchiatore”, poi fermato a Torino.

L’impiegato aveva riconosciuto con certezza sia “Momo” che il complice “con la faccia da delinquente”.

L’udienza è stata rinviata al 6 marzo per la discussione.

Monica Bruna

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