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Cronaca | 23 gennaio 2019, 18:30

Invalida fossanese spese 21.500 euro in tre mesi per l’acquisto di gioielli: televenditrice condannata a due anni e tre mesi per circonvenzione d’incapace

Il direttore della banca: “La cliente continuava a chiedere assegni, avvertii i figli”

Foto generica

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Era stato il direttore dello sportello bancario dove la pensionata aveva il proprio conto corrente ad avvertire i figli, insospettito perché nel giro di poco tempo la cliente aveva richiesto più blocchetti di assegni, cosa fuori dal normale. Lei gli aveva risposto che  “dei suoi soldi ne faceva quello che voleva”. Alla pensionata e invalida civile il denaro era servito per acquistare gioielli per un totale di 21.500 euro dalla televenditrice M.M., alias “Marisa”, 50enne residente in Toscana. La donna è stata condannata dal tribunale di Cuneo a 2 anni e 3 mesi per circonvenzione d’incapace. Ai figli della sessantenne fossanese, nel frattempo deceduta, andranno 35 mila euro a titolo di risarcimento.

I fatti si riferiscono ai mesi da marzo a giugno 2013. Dopo la denuncia, erano partite le indagini dei carabinieri di Fossano. Scoprirono che alcuni degli assegni staccati dalla pensionata erano stati incassati presso una banca pisana da parte del marito, disoccupato, dal cognato e dal nipote dell’imputata, che come lei facevano televendite.

L’avvocato Marco Mana di parte civile aveva spiegato che la pensionata “soffriva di una grave forma di epilessia e secondo una perizia del 2014 a corredo della richiesta per un amministratore di sostegno, così come consigliato dal giudice un anno prima, era affetta da un disturbo della personalità che le impediva di opporsi alla volontà di terze persone. Era infatti accudita da una badante e non era in grado di tutelare i propri interessi. ‘Marisa’ infatti incontrava la pensionata quando era sola in casa”.

Secondo la difesa di M.M., invece, non c’era la certezza sulle condizioni di infermità psichica della fossanese. La relazione peritale aveva appurato il suo stato un anno dopo rispetto al periodo in cui sarebbero stati commessi i fatti quando, secondo il suo medico la pensionata pur se epilettica, avrebbe conservato un buon controllo delle sue facoltà mentali.

Monica Bruna

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