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Speciale elezioni | 23 gennaio 2019, 09:19

Comunali 2019: Mauro Calderoni è ufficialmente il candidato a sindaco di Saluzzo per il centrosinistra

La coalizione che lo ha sostenuto nel 2014 gli ha chiesto a gran voce di continuare nel solco tracciato in questi cinque anni. Nel suo intervento di fine mandato alcuni temi cruciali: la polemica sterile di parte delle opposizioni, la questione degli stagionali e il concetto di area vasta, di rete con il territorio

Mauro Calderoni parla all'assemblea di "Insieme si può"

Mauro Calderoni parla all'assemblea di "Insieme si può"

La campagna elettorale in vista delle elezioni comunali di Saluzzo del prossimo maggio ha un primo nome certo, quello di Mauro Calderoni.

L’assemblea di “Insieme si può”, la compagine composta dalle liste “Sinistra saluzzese”, “Polo civico”, “Città democratica”, “Una città da amare” e “Uniti per Saluzzo” non ha avuto dubbi nel chiedere a gran voce al sindaco uscente di ricandidarsi.

In tanti hanno preso parte all’appuntamento di ieri sera (martedì) nei locali dell’“Interno 2”.

La “linea” d’azione da seguire in vista delle prossime elezioni sarà la stessa adottata nelle precedenti campagne elettorali: “Formeremo sei gruppi di lavoro – ha detto Gianluca Arnolfo, coordinatore del PD cittadino – che si occuperanno di creare un programma elettorale. Si concentreranno su paesaggio e pianificazione urbana, ambiente, bilancio, fiscalità e fondi europei, coesione sociale e vita di comunità, servizi e integrazione territoriale, cultura e turismo”.

Prima di rimettere il mandato nelle mani dell’assemblea, Calderoni ha voluto fare un bilancio, davvero a 360 gradi, di questi primi cinque anni di amministrazione.

Su 96 candidati alle elezioni comunali del 2014, 50 persone hanno collaborato attivamente al progetto amministrativo della Città – ha esordito – e questo è il risultato più bello raggiunto dall’Associazione ‘Insieme si può’”.

Al centro dell’intervento del sindaco uscente, alcuni temi ricorrenti: le polemiche dell’opposizione, la questione degli stagionali e il concetto di “area vasta”.

L’attenzione che riserviamo alla buca per strada è la stessa che abbiamo avuto per creare un piano strategico delle Terre del Monviso.

Da una parte dell’opposizione abbiamo sempre ricevuto critiche e mai proposte costruttive: oggi amministrare è più complesso di cinque anni fa, abbiamo sottovalutato la riduzione del numero di assessori e consiglieri. Serve dunque un contributo maggiore da parte di tutti.

Su alcuni aspetti lo scontro politico è inutile e inaccettabile. C’è stato un accanimento nei miei confronti eccessivo, una personalizzazione che rischiava di non far capire il vero scopo delle nostre scelte.

Purchè questo progetto vada avanti noi siamo disposti a fare anche 34 passi indietro. Serve senso di responsabilità che ci dovrà guidare nei prossimi anni.

A chi tenta di tirarci nel campo della battaglia mediatica diciamo che non ci stiamo: la battaglia la giocheremo su un campo politico serio.

Ci sono elementi della nostra azione che non sono negoziabili, come l’aiuto agli ultimi, alle persone in difficoltà, di qualsiasi razza, colore e religione.

Dovremo raccontare nel dettaglio quanto abbiamo fatto in questi cinque anni, per combattere slogan e disinformazione”.

L’Amministrazione uscente ha già avuto “contatti e colloqui individuali” per capire “se ci sono le condizioni per un nuovo inizio. – ha detto Calderoni – La nuova partenza deve garantire maggior coinvolgimento, partecipazione e presa in carico della Città da parte di più saluzzesi. Siamo stati tanti sino ad ora, ma dovremo essere ancora di più nel prossimo quinquennio”.

Il sindaco ha chiesto alla “sua” squadra di “dedicarsi all’attività di scambio di opinioni, non per capire le sensazioni su questa Amministrazione, ma per cogliere i problemi percepiti su Saluzzo: un’opportunità per riuscire a capire aspettative e critiche dei saluzzesi.

Si parla più volentieri in momenti informali che in occasioni pubbliche. Ciò che raccoglieremo andrà poi tradotto in progetti”.

Calderoni non ha tralasciato alcune considerazioni di carattere “nazionale”: “Chi va avanti a slogan non capisce la differenza tra la grande politica e quella bassa, quella che pratichiamo noi.

C’è poco di positivo nella politica nazionale, ma ciò non è la fine della politica. Occorre tornare a fare politica, in mezzo alla gente, sui luoghi lavoro, nelle famiglie e associazioni. Purchè non sia bloccata su posizioni oggi antistoriche: la politica dev’essere inclusiva.

L’individualismo di oggi non regge più: serve far rete tra persone e con il territorio.

Anche qui, la polemica sulla fusione con Castellar non sta né in cielo né in terra: con 13mila euro spese svincolate all’anno Castellar di fronte a mezza nevicata in più avrebbe chiuso il Comune”.

Tanta gente a sostegno dell’Amministrazione, dunque. Un numero ancora maggiore rispetto a cinque anni fa, che non farà mancare l’appoggio alla squadra di Governo: “Anche perché noi amministratori siamo stufi. – ha detto Calderoni – Stufi di essere i continui bersagli umani delle incazzature della gente. Tutto ciò si affronta se c’è un progetto collettivo e la partecipazione di tanti”.

Infine l’appello: “Affidiamo la nostra comunità ad una bandiera che oggi sventola sotto il vento del consenso oppure a persone impegnate da anni in associazioni, gruppi e amministrazioni? Io credo che debba finire nelle mani di persone che conosco e di cui mi fido.

Non abbiamo niente da offrire. Nessuna poltrona comoda, ma 50 scomodi posti in Enti in cui solo 5 persone ricevono un compenso, peraltro inadeguato. È tutto volontariato puro.

Rimetto il mandato nelle vostre mani: in questo momento storico non è un atto formale e retorico, ma un gesto importante. Rimango a disposizione per lavorare ancora insieme per un nuovo progetto di Amministrazione: viva Saluzzo!”.

Alle parole del sindaco sono seguite quelle dei rappresentanti delle cinque liste della coalizione, più quella dei Moderati, che ha garantito un appoggio esterno e indipendente alla candidatura di Calderoni.

Mario Picco (Moderati): “Lavoriamo per organizzare una nuova lista, con una sua identità moderata, centrista e autonoma, raccoglieremo tanti saluzzesi: ce n’è bisogno”.

Fiammetta Rosso (Sinistra saluzzese): “La nostra lista si riconosce in questo progetto, sulla base di temi e valori. Crediamo nella ricandidatura di Mauro e nella continuità del progetto”.

Enrico Falda (Polo civico): “Fare il sindaco è una missione, e non un lavoro, e va affidata a persone come Mauro, in grado di sostenerla anche oltre la campagna elettorale”.

Andrea Momberto (Città democratica): “Bisogna ascoltare le persone e le loro esigenze. Avanti dunque senza timidezza e senza paura. C’è una squadra agguerrita e un buon allenatore: Mauro ha infatti svolto egregiamente il suo ruolo, e spero voglia rifarlo ancora”.

Francesca Neberti (Una città da amare): “In un momento dove va tristemente di moda indossare divise per pavoneggiarsi o attirare attenzione, il nostro sindaco non indossa divise ma la fascia tricolore: grazie a Mauro per come ha saputo indossarla e per come ha saputo rappresentare la città”.

Franco Demaria (Uniti per Saluzzo): “Anche se un po’ testone e un po’ burbero, a sei anni dalla ‘cotiana’ chiusura della stazione ha riportato il treno in città. Mauro sa sempre far bella figura alla nostra città, ed è per questo che gli chiedo di riprendersi la candidatura e continuare a essere il nostro condottiero”.

Un’“investitura” unanime e sugellata da applausi scoscrianti, subito raccolta ed accettata dal sindaco uscente.

Sono emozionato. – le sue parole – Questo è un momento bello, con un affetto importante: non era scontato questo passaggio. Abbiamo avuto un momento di pesantezza, a cavallo dell’estate 2018, con il progetto del dormitorio, con una scelta politica consapevole per dar dignità alle persone, qualità di vita ai residenti della zona e supportare le aziende agricole.

Andava fatto, al 10 anno di esperienza: spero sia un esempio per collegi Amministratori e per gli operatori del settore. Non smetteremo mai di chiedere maggior impegno per progettare soluzioni di lungo periodo, dove mancano le norme per gestire questo fenomeno.

È un dato di fatto. su 7mila persone impiegate nel settore agricolo, 3mila sono africani subsahariani: non vengono qui a bighellonare come dice Domenico Andreis.

Se vogliono giocare la sfida su questo la giocheremo, ma qui non si tratta di navi, di porti chiusi o di altre sceneggiate. Parliamo dell’asse portante dell’economia saluzzese, che non si può gestire con persone che in bicicletta vanno a cercare lavoro giorno per giorno”.

Poi la standing ovation dei presenti in sala che, con un lungo applauso, hanno "salutato" il nuovo "condottiero" del centrosinistra saluzzese in vista delle prossime amministrative.

Nicolò Bertola

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