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Attualità | 23 gennaio 2019, 14:00

Asti-Cuneo, Cinque Stelle albesi in difesa del ministro contro "i paladini della neurostrada"

Martinetti: "Toninelli vuole solo limitare lo strapotere dei concessionari nei lavori pubblici". E aggiunge: "Il project financing ha fatto grossi danni anche da noi, si guardi a parcheggi e nuovo ospedale"

Il capogruppo M5S in Consiglio comunale Ivano Martinetti

Il capogruppo M5S in Consiglio comunale Ivano Martinetti

Toninelli? "Sta solo pensando di riprendere il sano principio del buon padre di famiglia per provare a limitare lo strapotere dei concessionari nei lavori pubblici".
In questi termini il Movimento Cinque Stelle albese prende le difese del suo ministro alle Infrastrutture e Trasporti, destinatario delle invettive partite dal territorio per la ventilata intenzione dello stesso – riportate dalla stampa nei giorni scorsi – di voler stracciare l’accordo di "cross financing" cui le istituzioni della Granda avevano affidato le loro speranze di vedere finalmente ripresi i lavori per il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo.
A perorare la posizione del Movimento sull'eterna incompiuta della Granda è Ivano Martinetti, capogruppo uscente in Consiglio comunale e candidato alle prossime regionali. Ecco lo scritto che ha inviato al nostro giornale.


I PALADINI DELLA “NEUROSTRADA”

La campagna elettorale è iniziata e con pochi argomenti in saccoccia gli attori sulle due sponde della vecchia politica non trovano di meglio che unire le forze per sparare a zero su una delle ventennali vergogne del nostro territorio.

Politicanti di lungo corso di ogni colore si ritrovano uniti sotto le insegna del completamento della “Neurostrada” At-Cn, tanto per far caciara. Personaggi che direttamente o indirettamente hanno per molti anni avvallato le malefatte attorno a una delle incompiute più insensate del Bel Paese ora si ergono a paladini dei cittadini contro un governo a loro ostile, correndo dietro a qualche voto in vista delle votazioni di maggio. E non perché il Ministro competente non voglia completare l'opera, ma voglia farlo limitando gli appetiti voraci dei concessionari adusi a fronteggiare una politica debole verso l'interesse delle comunità.

Il motivo del contendere si chiama "project financing". Questo strumento finanziario in uso in molti Paesi consiste in una amministrazione pubblica che finanzia con contratti stringenti un concessionario che si impegna a realizzare l’opera.
Siccome in Italia il diavolo fa le pentole e non i coperchi, nella stragrande maggioranza dei casi finisce che il concessionario fa affari d'oro e gli interessi dei cittadini fanno una brutta fine.

Solo per rimanere in zona, Alba nell'ultimo quarto di secolo è stata devastata dall'impiego smodato del project financing. Questo strumento è stato impiegato, solo per citare i casi più significativi, per realizzare l'ospedale di Verduno e le (non)strade di collegamento, l'autostrada At-Cn, i loculi cimiteriali, i parcheggi sotterranei con annesse ventennali zone blu, il contratto ventennale di illuminazione pubblica, il teleriscaldamento per un quarto di secolo. Ora chiunque facendo mente locale può farsi una opinione sulle meraviglie del project financing per la comunità albese.

Il ministro dei Trasporti sta solo pensando di riprendere il sano principio del buon padre di famiglia per provare a limitare lo strapotere dei concessionari nei lavori pubblici, nell'interesse nazionale. Non solo è un suo diritto, ma pure un suo dovere se realmente pensa che in tal modo si possa mettere un freno alla insensata lievitazione dei costi inizialmente previsti per le opere pubbliche in Italia.
Eppure i paladini dell'unica “Neurostrada” al mondo, che grosso modo coincidono con i fautori della grande cattedrale nel deserto di Verduno pensata per oltre 500 posti letto e forse ne ospiterà meno di 300 e progettata senza strade di accesso e senza rete fognaria, ora si stracciano le vesti dopo aver chiuso gli occhi su vent'anni di pasticci.

Più di una forza politica locale di buon senso ha suggerito di abbandonare l'idea del pedaggio e realizzare una superstrada, ma sono stati tacciati ovviamente di eresia.
In conclusione consigliamo vivamente all'armata brancaleone che ora si batte a spada tratta per la realizzazione immediata della “Neurostrada”  AT-CN, sia di usare un filo di onestà intellettuale concedendo al ministro una spazio per realizzare una sua visione politica e sia di trovare degli argomenti più solidi per la campagna elettorale. 

   Ivano Martinetti capogruppo consiliare M5S Alba

Redazione

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