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Scuole e corsi | 23 gennaio 2019, 19:30

Alberghiero di Mondovì: entro il 7 marzo torneranno agibili i laboratori e gli uffici

"Siamo molto contenti di ritornare parzialmente nella nostra sede dopo più di un anno", commenta la preside, Donatella Garello, che però chiede alla Provincia "un certificato di sicurezza in merito all'edificio, che insiste sul medesimo terreno del fabbricato aule, dichiarato 'non recuperabile'"

Foto John Aimo

Foto John Aimo

"Siamo molto contenti di ritornare nella nostra sede dopo più di un anno e di riprendere la vita normale nei nostri laboratori e nella nostra segreteria, in ambienti rinnovati e a norma".

Finalmente un sorriso per l'istituto "Giolitti" di Mondovì, lambito a fine 2017 da una frana e privato da allora di una sede unitaria (i ragazzi seguono attualmente le lezioni presso 11 plessi scolastici diversi, ndr): entro il 7 marzo (limite massimo), gli allievi, i docenti e tutto il personale torneranno ad occupare i laboratori e gli uffici di segreteria all'interno dell'edificio di piazza IV Novembre, da sempre "la casa" dell'alberghiero.

"Il trasloco - annuncia la preside, Donatella Garello - inizierà non appena si concluderanno gli ultimi lavori, inclusa la tinteggiatura dei locali. Una notizia per noi estremamente positiva, in quanto la nostra vita didattica e formativa sta per tornare a procedere nella nostra scuola".

Indubbiamente si legge soddisfazione in queste dichiarazioni, che va ad assommarsi a quella già accumulata per un'altra, fondamentale, iniziativa: "Abbiamo molti progetti Erasmus in corso con l'estero, molti nostri ragazzi stanno partendo per affrontare esperienze importanti. Siamo fieri di loro".

Prima di rientrare nella storica sede del "Giolitti", tuttavia, il dirigente scolastico ha intenzione di ottenere tutte le garanzie del caso: "Dato che il fabbricato aule è stato dichiarato 'non recuperabile' poiché insiste su un terreno fragile e siccome si tratta di una propaggine del fabbricato centrale, che insiste a sua volta sul medesimo terreno, chiediamo che la Provincia ci rilasci un certificato di sicurezza".

Alessandro Nidi

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