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Agricoltura | 24 gennaio 2019, 07:45

Il progetto di Ortofruit Italia di Saluzzo contro lo spreco alimentare è tra i 14 scelti a livello nazionale

Finanziato con 50 mila euro dal ministero delle Politiche Agricole e realizzato insieme all’Università di Torino prevede di prolungare la “vita” soprattutto dei piccoli frutti, attraverso la conservazione in magazzino e nel trasporto distributivo utilizzando atmosfere controllate e modificate. Il presidente Paschetta: “La lotta allo spreco alimentare è una delle grandi sfide future”

Cristiana Peano e Domenico Paschetta

Cristiana Peano e Domenico Paschetta

Il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha comunicato la graduatoria del bando per il finanziamento degli interventi innovativi che avessero lo scopo di limitare gli sprechi di cibo e di avviare l’impiego delle eccedenze. A disposizione c’erano 700 mila euro, da dividere in contributi al massimo di 50 mila euro. Dal territorio italiano sono arrivate 130 proposte da parte di Enti pubblici e caritativi, Università, aziende individuali e reti di imprese. A quattordici è stato assegnato il contributo.

I progetti dovevano puntare al prolungamento della data di scadenza dei prodotti alimentari, al miglioramento e allo sviluppo di nuove tecnologie di confezionamento, alla creazione di applicazioni e piattaforme digitali, al recupero delle eccedenze nelle varie fasi della filiera con lo scopo di favorire la loro distribuzione a quanti sono in difficoltà economica.

“Dobbiamo - sottolinea il ministro, Gian Marco Centinaio - semplificare, velocizzare e coinvolgere tutti i protagonisti della filiera per far sì che il cibo non venga sprecato. Da parte del ministero c’è la massima attenzione su questo tema, che interessa molto da vicino la nostra società. L’alto numero dei progetti pervenuti dimostra che è possibile mettere in campo tante energie in modo trasversale, sfruttando al meglio anche i nuovi sistemi tecnologici. Solo così possiamo davvero dare vita a un circuito virtuoso a spreco zero”.  

COSA PREVEDE L’INTERVENTO ORTOFRUIT ITALIA

Tra i progetti premiati con 50 mila euro c’è stato quello presentato dal servizio tecnico della Ortofruit Italia: l’organizzazione dei produttori con sede a Saluzzo e presieduta dall’imprenditore del comparto Domenico Paschetta.

“La lotta allo spreco alimentare - sottolinea Paschetta - è una delle grandi sfide del nostro decennio. Nella filiera ortofrutticola le perdite maggiori si verificano durante la fase post-raccolta, soprattutto per quanto riguarda le varietà molto deperibili. Come le fragole e i piccoli frutti. Proprio in questo ambito, infatti, è particolarmente critico il passaggio riguardante la permanenza dei prodotti nei magazzini di lavorazione in attesa del confezionamento e della commercializzazione. Oltre al periodo del trasferimento logistico distributivo. Fare prevenzione anti-spreco all’inizio della filiera rappresenta perciò una delle soluzioni più efficaci per dare una risposta al problema”.

Il percorso è stato portato avanti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, coordinato, in questo caso, dalla professoressa Cristiana Peano. L’intervento ha per titolo “FULL-FrUit Long Life": è innovativo e ha ottenuto l’apprezzamento e il finanziamento proprio per il suo aspetto rivoluzionario. In che cosa consiste? Utilizzare un sistema ad Atmosfera Modificata Passiva realizzato con pellicola a permeabilità controllata. Quindi nessun intervento sulla frutta usando prodotti chimici, ma un lavoro sostenibile a livello alimentare ed ecologico sulla conservazione in magazzino e nell’imballaggio per il trasporto. 

“In questo modo - spiega la professoressa Peano, già responsabile del Laboratorio di Ricerca Permanente attivato con Ortofruit nel magazzino di Peveragno - sarà possibile migliorare la conservazione di una materia prima molto delicata come i piccoli frutti garantendone, al contempo, le originarie genuinità e naturalezza e soddisfacendo le caratteristiche desiderate dal consumatore su un periodo più ampio”.

Quali i vantaggi per i produttori? “Proprio l’allungamento della “vita” dei prodotti porterà efficienza anche nella loro gestione commerciale, con una consistente riduzione degli scarti in magazzino: un massimo dell’1% sulla quantità conferita. Inoltre, il sistema di conservazione in pallet-bag potrà essere utilizzato in caso di trasporto dei frutti verso le lunghe distanze - come la Scandinavia o il Regno Unito - mantenendo invariata la loro qualità e con scarti pari a zero”.

Il presidente Paschetta è soddisfatto per il buon risultato riscosso dal progetto. “Il suo posizionamento in alto nella graduatoria - dice - e il relativo finanziamento ottenuto premia, innanzitutto, l’investimento in ricerca che l’area tecnica di Ortofruit sviluppa da numerosi anni insieme all’assistenza fornita alle 350 aziende associate. Però, il percorso individuato ha l’obiettivo di strutturare un’idea nuova di filiera grazie a una diversa gestione del post-raccolta, che consentirà di migliorare la “data di scadenza” della nostra gamma di piccoli frutti puntando interamente sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità. Questo passaggio epocale avverrà affiancando le metodologie di conservazione tradizionali come l’utilizzo del freddo alla gestione delle atmosfere di conservazione che potranno essere controllate e modificate”.  

EDUCARE ALLA COSCIENZA ECOLOGICA

La nuova iniziativa costituisce una tappa fondamentale nel percorso  “green” della Ortofruit Italia che, già lo scorso anno, con il mirtillo a “zero emissioni” è diventata un caso di successo internazionale sul tema della sostenibilità per il modello virtuoso di integrazione tra la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo sano e consapevole.

“Da quel progetto - afferma Paschetta - è maturata la necessità di educare la coscienza ecologica del produttore e del consumatore. Grazie al nostro servizio di “green marketing”, di recente abbiamo conquistato il consumatore con una guida, realizzata con il contributo scientifico del Fondo Assistenza e Benessere (Fab), che unisce piccoli frutti e benessere: dalla cucina allo stile di vita. Si tratta di un raccolta di cinquanta ricette a base di frutti di bosco, suddivise per temi e occasioni di consumo e raccontate con pratici commenti nutrizionali. Una scelta per andare incontro alle esigenze di tutte le età, tenendo conto delle nuove intolleranze che ormai fanno parte del nostro bagaglio alimentare. La gamma dei “super-frutti” può rappresentare un’ottima opportunità per coniugare gusto e salute durante tutti i giorni dell’anno. Per questo abbiamo lanciato lo slogan #365DaysOfBerries”.  

Sergio Peirone

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