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Cronaca | 24 gennaio 2019, 11:54

Omicidio di Barge: i Carabinieri indagano per dare un volto all’assassino di Anna Piccato

Ancora da individuare l’arma del delitto e l’eventuale movente. La donna potrebbe esser stata aggredita alle spalle, con un colpo alla testa, per poi esser trascinata nei “Giardini Annonay”, dov’è stata colpita con efferatezza

Omicidio di Barge: i Carabinieri indagano per dare un volto all’assassino di Anna Piccato

Potrebbero esserci elementi di novità nelle indagini avviate dalla Procura della Repubblica in seguito all’omicidio di Anna Piccato, la 70enne residente a Barge, uccisa ieri mattina (mercoledì) nel “Giardino Annonay” di via Giolitti, a poche decine di metri dalla sua abitazione.

Stando alle prime indiscrezioni, pare che gli inquirenti stiano valutando attentamente la posizione di alcuni soggetti che potrebbero essere coinvolti nell'omicidio.

Una delle certezze che emerge è l’abitudinarietà della vittima, che tutte le mattina, praticamente sempre alla stessa ora, usciva di casa per il consueto giro in centro. Alle prime ore del mattino, intorno alle 6.30, la donna percorreva la stessa via Giolitti per recarsi prima al bar, per la colazione, e per le tradizionali commissioni mattutine: l’acquisto del quotidiano e del pane per lei ed il marito Gaetano.

I due erano sposati da quarant’anni e – insieme – vivevano in un appartamento di corso Giolitti.

Non è chiaro, invece, se il delitto sia stato commesso mentre la Piccato si stava recando in centro o se, invece, l’omicida l’abbia ferita sulla via del ritorno a casa.

Diverse le ferite al capo inferte dall’assassino: tutte al cranio, presumibilmente con un’arma da taglio, come ad esempio un’accetta o una roncola.

Gli inquirenti del nucleo investigativo dei Carabinieri, giunti sul posto insieme a diverse pattuglie del territorio, hanno raccolto diversi elementi sulla scena del crimine. Lungo via Giolitti i militari hanno repertato macchie di sangue, che farebbero presupporre che la prima aggressione si sarebbe consumata all’esterno del giardinetto pubblico.

Una quindicina di metri separano le prime tracce ematiche (presenti anche sul cancelletto del parco) al luogo di ritrovamento del cadavere. Il corpo esanime della donna, dunque, potrebbe essere stato trascinato sino in prossimità del muro della chiesa di San Rocco, dove la salma è stata adagiata e rinvenuta qualche ora dopo.

A far propendere per questa tesi ci sarebbero le scarpe della vittima, rinvenute nei “Giardini Annonay”, a qualche metro di distanza dal cadavere.

Dopo la prima aggressione sul marciapiede di via Giolitti, la donna potrebbe esser stata “finita” proprio a lato della chiesa, con altri colpi da arma da taglio sempre rivolti – con efferatezza - al capo. Il cadavere è stato ritrovato dai soccorritori e dai Carabinieri riverso in una pozza di sangue sul canale di scolo per le acque che corre sul perimetro dell’edificio di culto. Sul muro della chiesa sono state rinvenute tracce di sangue, anch’esse repertate.

Ad accorgersene due coniugi residenti in una villetta che si affaccia proprio sul parco: inizialmente i due avevano pensato a dei sacchi dell’immondizia abbandonati. Poi si sono avvicinati, facendo la tragica scoperta.

Che si tratti d’omicidio sembra dunque essere certo.

Resta da determinare invece chi possa aver commesso il fatto, il movente e l’arma del delitto, a lungo cercata dagli inquirenti sia nei cespugli del parco, sia nelle vie dell’isolato, nei cestini della nettezza urbana.

Alle spalle della chiesa di San Rocco e del parco che vi sorge a fianco scorre il torrente Chiappera.

Ieri gli investigatori hanno sentito, per diverse ore, il marito della Piccato, nei locali della caserma dell’Arma di viale Stazione. L’uomo è giunto nei pressi del giardino pubblico, dove si era formato un capannello di persone, chiedendo informazioni su cosa fosse accaduto.

Appreso che era stato rinvenuto il cadavere di una donna, l’uomo si è insospettito, dichiarando ai militari sul posto di non aver notizie della moglie da un paio di ore. “È uscita di casa per il suo solito giro mattutino – ha detto – ma non ha fatto ritorno”.

I Carabinieri hanno raccolto in loco una prima deposizione. L’uomo non si è allontanato dal luogo del delitto, a disposizione degli inquirenti. In seguito, al marito è stato chiesto di riconoscere la salma, che però in prima battuta non ha saputo riconoscere la donna.

Sarà poi una parente, in un secondo tempo, a riconoscere la salma di Anna Piccato. Il marito invece, dopo un sopralluogo all’interno dell’abitazione insieme ai Carabinieri, verrà direttamente condotto in caserma, dove è stato interrogato sino a tardo pomeriggio.

Frattanto, il nucleo investigativo ha svolto tutti i rilievi, repertando quanto rinvenuto all’interno del parco.

Maggiori dettagli potrebbero giungere con l’autopsia, disposta dal Pubblico ministero Alberto Braghin. Sul posto, tra i tanti militari intervenuti, anche il capitano Giuseppe Beltempo, comandante della compagnia di Saluzzo, il tenente colonnello Mario Simeoni, capo dell’ufficio comando provinciale, il tenente colonnello Marco Pettinato, comandante del reparto operativo e il capitano Giampaolo Canu, comandante del nucleo investigativo dell’Arma provinciale.

Nicolò Bertola

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