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Cronaca | 26 gennaio 2019, 10:00

Delitto di Barge, il racconto del tabaccaio: “Anna tutti i giorni, puntuale alle 7, veniva a comprare il giornale, mercoledì non si è vista” (FOTO)

Era una cliente fissa della rivendita dei Monopoli di Stato di viale Mazzini. I titolari confermano l’abitudinarietà e la metodicità della donna: “A volte aspettava di fronte alle serrande che aprissimo, ci ha stupito non vederla mercoledì mattina, ma mai avremmo pensato ad una tragedia simile”

Siamo subentrati 10 mesi fa nella gestione di questa tabaccheria. E da dieci mesi Anna era la nostra prima cliente, tutte le mattine, puntuale alle 7”.

I titolari della rivendita di “Sali e tabacchi” numero 1 di Barge, lungo l’asse viario centrale del paese – viale Mazzini – conoscevano benissimo Anna Piccato, vittima dell’efferato omicidio di mercoledì scorso.

Il racconto del tabaccaio conferma l’abitudinarietà e la metodicità della Piccato. Tutte le mattina, con qualsiasi condizione meteo, la donna 70enne usciva dalla sua abitazione di via Giolitti 11, per recarsi dapprima al “Bar del Corso” per la colazione.

Poi, dopo il bar, Anna attraversava il viale: la tabaccheria, infatti, è proprio dall’altra parte della strada, di fronte al bar, distante pochi metri. Qui la Piccato comprava, ogni giorno, il quotidiano. A volte la donna giocava una schedina al Lotto.

Noi apriamo intorno alle 6.55, 7 del mattino – prosegue il tabaccaio – e a volte ci capitava di trovarla già fuori del negozio. Si scambiavano spesso quattro parole, specialmente mentre giocava i numeri al lotto. La mattina di mercoledì non l’abbiamo vista arrivare: ci ha stupito, ma mai avremmo pensato ad una cosa simile: abbiamo pensato ad un impegno, un contrattempo, ma non ad una tragedia così.

Qui in paese tutti ci chiediamo il perché di una simile aggressione: con Anna era impossibile litigare. Aveva le sue idee, come tutti, ma ognuno è libero di pensarla come vuole”.

Mercoledì mattina, quindi, Anna non ha fatto il suo consueto “giro” in paese.

La 70enne è arrivata al “Bar del Corso” per la colazione ma, una volta uscita, non ha attraversato il viale per comprare il quotidiano, riprendendo subito la strada del ritorno verso casa. Un dettaglio normalmente ininfluente, meno quando si tratta di una persona così abitudinaria.

Come mai? Per quale motivo la donna non è passata, come faceva ogni mattina, ormai da anni, dal tabaccaio?

Difficile a dirsi, perlomeno al momento. Poco distante dalla zona c’è un istituto bancario, dotato di telecamere di videosorveglianza anche all’esterno. Gli inquirenti hanno già acquisito i filmati.

Testimoni riferiscono anche di aver visto, la sera stessa dell’omicidio (mercoledì), una pattuglia di Carabinieri prelevare da un parcheggio pubblico di via Cavallotta (una traversa di viale Mazzini) una bicicletta, poi portata in caserma.

Non è detto che vi sia un nesso tra la bicicletta e l’omicidio, ma nello stesso parcheggio, ieri (venerdì) sono tornati i Carabinieri del nucleo investigativo di Saluzzo, che da giorni sono al lavoro sul caso. I militari, poi, sono entrati in alcuni esercizi commerciali di viale Mazzini e, nel pomeriggio, hanno sentito alcuni residenti dell’area intorno alla chiesa di San Rocco.

Qui, all’interno del “Giardino Annonay”, Anna – lo ricordiamo - è stata ritrovata priva di vita, in una pozza di sangue, con diverse ferite alla testa, inferte da un oggetto “acuminato”, come riferito dalla Procura della Repubblica di Cuneo che sta coordinando le indagini.

Maggiori dettagli sull’arma del delitto (ancora da individuare) sono attesi dopo l’autopsia svolta dal dottor Roberto Testi, medico legale torinese che ha partecipato a diverse importanti indagini, come – ad esempio – il delitto di Garlasco, dove perse la vita Chiara Poggi.

Un ulteriore tassello che andrebbe ad aggiungersi agli elementi sin qui raccolti dagli inquirenti, che si stanno concentrando sul passato della donna.

Proprio la Procura della Repubblica – che ha aperto un fascicolo per omicidio – ci ha confermato ieri (venerdì) di essere vicina ad un punto chiave per la risoluzione del “giallo” – le indagini sono coordinate dal PM Alberto Braghin - che si è creato intorno alla morte di Anna, 70enne gentile e benvoluta da un paese intero.

Nicolò Bertola

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