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Attualità | 29 gennaio 2019, 14:32

Questione migranti e simboli di fede: dalla Diocesi albese netta presa di posizione contro le "manipolazioni" della politica

Il Consiglio pastorale approva un documento: "Immigrazione affrontata solo in modo strumentale per guadagnare un po’ di elettorato. Amore accogliente, essenza dell’identità cristiana"

Questione migranti e simboli di fede: dalla Diocesi albese netta presa di posizione contro le "manipolazioni" della politica

Una presa di posizione per molti credenti dovuta, per quanto probabilmente destinata a fare discutere, rispolverando l'antico dibattito sullo storicamente controverso rapporto tra fede e politica.

E’ quella assunta dal Consiglio pastorale diocesano albese, che nella sua ultima seduta ha approvato all’unanimità un documento che a partire dal Libro Sinodale, prende chiaramente posizione contro gli usi impropri che, soprattutto a livello politico, si fanno dei simboli di fede e sul tema degli immigrati.

Da una parte si esprime "amarezza nel vedere come la fede cristiana venga ridotta a uno stendardo, a simbolo identitario, a strumento di disgregazione sociale", con "inganno" e  per "esclusivi fini di potere e di protagonismo".
Si rimane perplessi di fronte al fatto che "l’immigrazione sia affrontata solo in modo strumentale per guadagnare un po’ di elettorato", con una "previa ben confezionata manipolazione", per "distogliere l’attenzione e non dare risposte ai tanti problemi degli italiani".

Il Consiglio pastorale è deluso perché su questi temi "sono taciute o irrise le proposte che vengono dal ricco tessuto della società civile". E mentre si riconosce "nella linea tracciata da papa Francesco e dall’intera Chiesa italiana", ringrazia i credenti albesi che "con generosità, senza urlare, danno ogni giorno risposte concrete e visibili ai bisogni di italiani e stranieri", respingendo "ogni tentativo meschino e interessato di dividere la comunità proprio sul tema dell’amore accogliente, essenza dell’identità cristiana".   

A seguire il verbale integrale del Consiglio pastorale dell’11 gennaio 2019.


VERBALE DEL CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO DI ALBA

Venerdì 11 gennaio 2019 si è riunito il Consiglio pastorale diocesano di Alba. Fra i punti all’ordine del giorno figurava anche una breve analisi dell’attuale situazione socio-politica. Essa non è una novità del momento. Infatti il Libro sinodale, al Capitolo 9, dal significativo titolo “La Chiesa albese e la società”, traccia già la strada per una Chiesa che cammina con la gente e ama la terra albese.

Di conseguenza, il numero 127 del Libro sinodale dà questa puntuale e concreta indicazione: "I Consigli pastorali diocesani e parrocchiali e il Consiglio presbiterale inseriscano in modo costante e metodico all’ordine del giorno temi ed argomenti attinenti la vita sociale".    

Per evitare ogni confusione o fraintendimento, offre poi alcune coordinate che, se non fossero state scritte e stampate nel 1998 – quindi 20 anni fa –, si potrebbero ritenere scritte oggi e per l’oggi. Eccone alcune: 

"Sono dannose:
- la contrapposizione alternativa tra impegno politico e volontariato;
- la lettura partitica delle indicazioni del Magistero;
- la strumentale enfatizzazione del legittimo pluralismo politico per giustificare ogni scelta e ridurre a questione privata l’esperienza di fede;     
- l’uso a fini politico-elettorali dei simboli, dei vocaboli e delle categorie religioso-ecclesiali".

  (Libro sinodale numero 129).

Venendo all’attuale situazione sociale e politica, tutta volutamente concentrata sulla questione complessa e difficile dei migranti, sono stati evidenziati comportamenti miranti a:
- dividere le comunità cristiane d’Italia, riproponendo in esse logiche partitiche;
- delegittimare i Pastori,
- creare contrapposizioni tra loro e i fedeli

È significativo l’uso di vocaboli come “vescovoni” e “pretoni”. Il primo spesso utilizzato in un recente passato per deridere e umiliare.
Sono tentativi che, a livello metodologico, possono qualificarsi come tendenzialmente scismatici, volti a favorire scelte e logiche di interesse partitico. È in ballo – anche se non sempre ce ne rendiamo conto – l’integrità e unicità del Corpo ecclesiale.

Con tali premesse e in questo contesto, il Consiglio pastorale della Diocesi di Alba, unanime, ha approvato il seguente documento:

"Il Consiglio pastorale diocesano:
- esprime la propria amarezza nel vedere come la fede cristiana venga ridotta a uno stendardo, a simbolo identitario, a strumento di disgregazione sociale. Usati con inganno, e in modo consapevole e malizioso, per esclusivi fini di potere e di protagonismo;
- manifesta perplessità e contrarietà al fatto che l’immigrazione sia affrontata solo in modo strumentale per guadagnare un po’ di elettorato o per una piccola battaglia politica tra i partiti o addirittura intra partitica;
- sottolinea con delusione come su tale tema siano taciute o irrise le proposte che vengono dal ricco tessuto della società civile, delle imprese e del lavoro, delle autonomie locali, della ricerca, della scuola, ecc. e come vengano accreditate e moltiplicate ad arte le manipolazioni e le dicerie, pur consapevoli della loro oggettiva falsità;
- evidenzia con dispiacere  come tale tema sia usato, previa  ben confezionata manipolazione, come strumento subdolo e semplicistico per distogliere l’attenzione e non dare risposte ai tanti problemi degli italiani, specie del lavoro e dei giovani, delle famiglie e degli anziani, negarne l’esistenza e avere mani libere per ogni tipo di manovra;
- sostiene e ringrazia il popolo albese dei credenti: laiche e laici, religiose e religiosi, diaconi e preti, che con generosità, senza urlare o provocare, danno ogni giorno, sia a livello individuale, sia in modo organizzato e strutturato (Caritas, Migrantes, Centri o Gruppi di ascolto e volontariato, ecc.) concrete e visibili risposte ai bisogni di italiani e stranieri;
- respinge il tentativo meschino e interessato di dividere la comunità proprio sul tema dell’amore accogliente, essenza dell’identità cristiana e vero segno della sua differenza;
- si riconosce pienamente e senza riserve nella linea tracciata da papa Francesco, dall’intera Chiesa italiana e dal nostro Vescovo.


Alba, 11 gennaio  2019.      

Ai sensi delle norme canoniche e sinodali, il vescovo Marco Brunetti ha fatto proprio quanto deliberato dal Consiglio pastorale diocesano.

Redazione

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