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Agricoltura | 01 febbraio 2019, 07:45

Dalla Regione 11 milioni e 487 mila euro per aiutare le 82 produzioni Dop, Igp, Doc, Docg e Biologiche del Piemonte

Nel 2019 e 2020 saranno attivati i bandi del Programma di Sviluppo Rurale per sostenere i costi di certificazione delle aziende e appoggiare l’attività informativa e quella promozionale. L’assessore all’Agricoltura, Ferrero: “In un’economia globalizzata è strategico valorizzare le nostre eccellenze”

Dalla Regione 11 milioni e 487 mila euro  per aiutare le 82 produzioni Dop, Igp, Doc, Docg e Biologiche del Piemonte

Secondo il Rapporto della Fondazione QualiVita e dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo (Ismea), in Piemonte ci sono 82 prodotti tra cibo e vino con la denominazione d’origine o l’indicazione geografica che ne garantiscono la provenienza e l’eccellenza. Una quantità di marchi grazie alla quale la regione conquista il terzo posto a livello italiano, dietro a Toscana e Veneto. Per un valore economico generato nel 2017 di 1 miliardo e 187 milioni di euro (+ 14,1% rispetto al 2016) che colloca l’area subalpina al quarto posto sul territorio nazionale, dopo Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. La provincia di Cuneo (36 denominazioni) è quinta in Italia e prima in Piemonte per impatto economico con 690 milioni di euro (+15,5% rispetto al 2016), preceduta da Parma, Verona, Treviso e Modena. Asti, seconda sul territorio regionale, è al ventesimo posto.

Per favorire ulteriormente il percorso di aiuto agli imprenditori del settore, la Giunta Chiamparino, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, ha approvato i criteri di apertura dei bandi relativi alla Misura 3 del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 per valorizzare i prodotti con i marchi Dop, Igp, Doc, Docg e Biologico. Quali sono gli obiettivi dell’intervento? Contribuire a promuovere e rafforzare le produzioni di qualità potenziando la loro collocazione sui mercati. In quale modo? Attraverso una migliore competitività del settore agricolo, un incremento delle opportunità di lavoro e lo sviluppo delle zone rurali

A disposizione ci sono 11 milioni e 487 mila euro. I bandi saranno attivati nel 2019 e nel 2020 con due percorsi: sostenere i costi di certificazione a carico delle aziende agricole per aderire ai regimi di qualità riconosciuti e appoggiare l’attività informativa e quella promozionale messe in campo dai Consorzi di Tutela e dalle Associazioni di produttori all’interno dell’Unione Europea.  

Sul secondo fronte per il 2019 sono state individuate le produzioni di qualità oggetto di specifiche azioni di valorizzazione. Nel comparto vitivinicolo le denominazioni di origine legate al vitigno Dolcetto: Dogliani Docg; Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba Docg; Dolcetto di Ovada Superiore od Ovada Docg; Dolcetto di Acqui Doc; Dolcetto di Alba Doc; Dolcetto di Asti Doc; Dolcetto di Ovada Doc; Langhe Dolcetto; Monferrato Dolcetto; Colli Tortonesi; Pinerolese Dolcetto; Piemonte Dolcetto. Nel settore ortofrutticolo, la Mela Rossa di Cuneo Igp. In quello dei cereali, il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop.

Invece, per il 2020 le denominazioni d’origine scelte sono quelle dei vitigni autoctoni espressione di territori limitati che hanno prodotto nel 2016-2017-2018 meno di un milione di bottiglie all’anno, l’Igp vitelloni piemontesi della coscia, il Sistema di qualità nazionale zootecnia, il Sistema di qualità nazionale produzione integrata, il Castelmagno Dop, il Murazzano Dop e la Robiola di Roccaverano.

Inoltre, sono anche state focalizzate le manifestazioni ritenute strategiche per il comparto agroalimentare piemontese: se si partecipa, la Regione ha previsto dei contributi. Si tratta delle fiere Fruit Logistica Berlino (ortofrutta Dop e Igp); Wine Paris-Vinsud Parigi-Montpellier (vitivinicolo bio); Biofach Norimberga (ortofrutta bio); Prowein Dusseldorf  (vitivinicolo Doc e Docg); Vinitaly Verona (vino Doc e Docg); Macfrut Rimini (ortofrutta Dop e Igp); London Wine Fair (vitivinicolo Doc e Docg); Cibus Parma (ortofrutta, zootecnico e lattiero caseario Dop e Igp); Sana Bologna (ortofrutta,  lattiero caseario e vino bio); Cheese Bra (lattiero caseario Dop); Golosaria Milano (ortofrutta, zootecnico e lattiero caseario Dop e Igp).

“Le produzioni agroalimentari piemontesi - sottolinea l’assessore Ferrero - per le loro caratteristiche qualitative, i metodi di produzione, la loro storia e i legami con i rispettivi territori di lavorazione e coltivazione, presentano un alto valore aggiunto anche sul fronte dell’export e contribuiscono a far crescere l’immagine e l’accoglienza della regione. Questi elementi, sempre di più apprezzati dai consumatori, sono il risultato di un’intensa e costante attività di tutela, valorizzazione, e promozione svolta dal nostro Ente insieme all’intero sistema: dai produttori alle organizzazioni del settore”.

Quindi? “Risulta strategico, in un’economia globalizzata e competitiva, consolidare il comparto agricolo, agroalimentare ed enologico del Piemonte sostenendo le produzioni di qualità. Per questo motivo, attraverso il provvedimento, vogliamo aiutare le aziende e i Consorzi di Tutela nella valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari, dando una mano concreta anche nelle attività di promozione sui mercati europei”.              

Sergio Peirone

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