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Cronaca | 02 febbraio 2019, 09:24

Nel pomeriggio, a Barge, l’ultimo saluto a Anna Piccato, la pensionata 70enne uccisa il 23 gennaio

Le esequie alle 14.30 di oggi (sabato) nella chiesa di San Giovanni Battista. Continuano, intanto, le indagini: Daniele Ermanno Bianco rimane in carcere

Anna Piccato

Anna Piccato

Tra poche ore, alle 14.30 di oggi (sabato 2 febbraio) Barge darà l’ultimo saluto ad Anna Piccato, la pensionata Indesit uccisa con efferatezza nei “Giardini d’Annonay”, a fianco della chiesa di San Rocco.

In paese oggi il sindaco Piera Comba ha proclamato il lutto cittadino. Le bandiere saranno calate a mezz’asta; inoltre, il Comune ha chiesto ai commercianti di sospendere le attività degli esercizi durante lo svolgimento delle esequie. Un invito recepito in toto: gli esercenti, infatti, esporranno davanti ai negozi un paio di scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

Al rito, che verrà celebrato nella chiesa di San Giovanni Battista, prenderanno parte anche le rappresentanze della Croce rossa, dove per 17 anni Anna ha svolto servizio.
I volontari saranno presenti in divisa ed accoglieranno il feretro che arriverà in paese dalle camere mortuarie dell’ospedale di Saluzzo.

LE INDAGINI
Continuano, intanto, le indagini dei Carabinieri (coordinate dalla Procura di Cuneo) per individuare con precisione movente e arma del delitto. In carcere, dal 24 gennaio, è rinchiuso Daniele Ermanno Bianco, 40enne di Barge, accusato di essere il killer che ha colpito più volte, con efferatezza, la Piccato alla testa.

Il GIP ha convalidato la misura cautelare in carcere richiesta dalla Procura. Sin dai primi interrogatori Bianco si è detto innocente: assistito dall’avvocato Davide Ambrassa di Saluzzo, contesta l’impianto accusatorio degli inquirenti. Anzi, il legale ha già presentato istanza di scarcerazione presso il Tribunale della Libertà di Torino.
Le deposizioni rilasciate ai Carabinieri da Bianco, però, sarebbero in contraddizione fra loro.

I militari hanno messo insieme testimonianze, filmati di videosorveglianza (le prime telecamere utili sono distanti dal luogo del delitto, ma potrebbero comunque fornire elementi utili), dati derivanti dalle cellule telefoniche. Hanno sentito il datore di lavoro del 40enne: Bianco ha sostenuto infatti di essersi recato regolarmente a lavorare la mattina del delitto. Così non sembra essere: le sue parole sarebbero state smentite.

Il movente sarebbe da individuare all’interno della sfera economica. La nipote della vittima, Roberta, di fronte alle telecamere Rai ha chiaramente parlato di un conto postale dal quale sarebbero spariti 20mila euro, con una serie di prelievi da 500, 1000 euro, nell’arco di un anno e mezzo. Alla base del delitto, quindi, un ulteriore prestito negato, o una richiesta di restituzione del denaro anticipato? Quesiti sui quali si sta concentrando l’attività investigativa dell’Arma, al lavoro anche per individuare l’arma del delitto. L’abitazione di Bianco, separato con due figli, che viveva in via Pian Lissard, è posta sotto sequestro.

Le indagini, come anticipato, proseguono, coperte dal massimo riserbo da parte di Carabineri e Procura.

Nicolò Bertola

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