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Attualità | 04 febbraio 2019, 15:14

Alstom e futuro del Pendolino: “Situazione più rosea, ma rimangono preoccupazioni”

Questa mattina, nel muncipio di Savigliano, incontro tra Amministrazione Ambroggio, sindacati e politici del territorio cuneese. Il pronunciamento della Commissione europea anti-trust sulla fusione Alstom-Siemens tra il 6 e il 12 febbraio

Alstom e futuro del Pendolino: “Situazione più rosea, ma rimangono preoccupazioni”

Una situazione più rosea rispetto alle settimane scorse, ma che non permette comunque di abbassare la guardia.

È quanto emerso dall'incontro svoltosi questa mattina nel municipio di Savigliano in merito al futuro del Pendolino. Incontro tra Amministrazione Ambroggio, sindacati e i politici del territorio cuneese: Marco Perosino (Forza Italia), Giorgio Bergesio (Lega), Flavio Gastaldi (Lega), Fabiana Dadone (Movimento 5 stelle), Mauro Campo (Movimento 5 stelle) e Chiara Gribaudo (Pd). Presenti anche l'assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco, il vicepresidente del Consiglio regionale Franco Graglia, il consigliere regionale Paolo Allemano e Simone Alberto, consigliere provinciale.

A fare il punto della situazione, Paolo Giordanengo (Rsu Uilm e membro del Comitato Aziendale Europeo). “La cessione del Pendolino – ha spiegato – non è tra i “rimedi” chiesti da Alstom per avere l'ok alla fusione con la tedesca Siemens: questo ci fa tirare un sospiro di sollievo. Alstom ha però detto di non aver trovato compratori per il Pendolino, dunque significa che lo ha messo in vendita. Il nostro datore di lavoro, dunque, non crede più nel progetto Pendolino”.

“Occorre stare in allerta – ha aggiunto Giordanengo. L'azienda ha detto che qualora non vi fosse la fusione si andrebbe su un piano b: ciò significherebbe guardare a posti in cui il costo del lavoro è minore. Guardare, ad esempio, a Katowice per la lastratura carrozze e la costruzione del treno, alla Turchia per la costruzione del carrello e all'India per l'ingegneria”.

“In merito alla fusione – ha fatto eco l'assessore Balocco non mi pare che questa possa avere effetti diretti sulla produzione del Pendolino. Il problema a questo punto sono le strategie future di Alstom rispetto al sito di Savigliano. Dal punto di vista dell'immediato non dovrebbero esservi preoccupazioni importanti: almeno sui treni regionali vi sono ordini significativi, anche da parte della Regione (15 treni tutti “Pop”). L'azienda deve però sviluppare una strategia in merito al Pendolino”.

Dalla riunione è scaturito un documento in cui i politici presenti si impegnano a fare quanto possibile per sostenere la presenza di Alstom sul nostro territorio, a salvaguardia del livello occupazionale.

Ora l'attenzione è sempre rivolta al pronunciamento della Commissione europea anti-trust sulla fusione tra Alstom e Siemens.

“Pare che tale pronunciamento sarà negativo – hanno fatto sapere i sindacati –. Si dovrebbero avere notizie tra il 6 ed il 12 febbraio prossimi”.

Matteo Garnero

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