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Cronaca | 05 febbraio 2019, 10:27

Bra, la reazione di Gianfranco Vergnano all’azione contro il totem dell’Aido

“Chi si è reso protagonista di questo gesto ha calpestato la memoria di migliaia di donatori braidesi”

Bra, la reazione di Gianfranco Vergnano all’azione contro il totem dell’Aido

Vandali non si nasce, si diventa. Lo certifica l’ignobile gesto commesso contro il totem che l’Aido Bra ha dedicato ai Donatori di Organi, facendone omaggio alla città in occasione del 10° anniversario della fondazione, che si è celebrato nel novembre 2016.

L’opera, realizzata in laminato, è stata disegnata da Danilo Paparelli, che ha inteso esprimere la forza della vita, coniugata in un personaggio che tiene nelle mani la nitida perfezione del fiore e quella più umana del cuore. A pochi passi dai giardini di piazza Roma, opera che accompagna gli studenti a scuola, era diventata simbolo di amore e di dono. Ora quel cuore non c’è più. È stato strappato per chissà quale scopo o gioco.

La triste scoperta l’ha fatta proprio il presidente del Gruppo Aido Bra, Gianfranco Vergnano che ha deciso di dire la sua, lanciando un messaggio nell’oceano della rete: “Per chi opera in una realtà di volontariato come me e ha l’onore di vivere l’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule in tutti i quattro livelli dirigenti iniziati nel 2009, prima come Presidente del Gruppo Comunale Nicoletta Gorna di Bra, poi nel 2012 come Presidente della Sezione Provinciale di Cuneo, per entrare, quindi, a far parte della squadra Aido Piemonte come Consigliere ed oggi Segretario Generale Nazionale è sì motivo d’orgoglio, perché si ha una visione a 360 gradi dell’azione dirigente di una realtà che conta oltre 1 milione e 500mila soci-candidati donatori, ma richiede grandissimo impegno. Non passa giorno senza dover dedicare del tempo ad Aido per dar vita a sempre nuove iniziative che hanno portato la Sezione Provinciale ad essere la prima realtà di crescita in Piemonte forte di 600 nuove adesioni ed oltre 16mila iscritti, con la città di Bra che oggi sfiora le 2mila unità, seconda realtà della Granda, risultati frutto di un impegno gratuito e volontario, ma ritengo capace e professionale. Oggi, vedere deturpato il nostro simbolo, danneggiato con un vile attacco vandalico, fa male, un male fisico, mentale e morale. Mi son sentito offeso, deriso. Pensando a mia madre, volata in cielo, ahimè, per un mancato trapianto ed ai tanti malati che soffrono, vedere rubato il cuore, simbolo di vita del personaggio di fantasia, da una persona incapace di usare l’intelletto e, soprattutto, privo di qualsiasi umano rispetto, mi ha messo a dura prova. Per natura sono un combattivo e, sapendo che sono quasi 9mila i malati che credono in Aido e nell’azione di ogni singolo volontario, questo gesto infame e vile mi ha sì messo a tappeto, ma son già di nuovo in piedi e farò di tutto per rimettere a nuovo il totem. Poche o nulle sono le nostre risorse, ma credo nella bontà della gente, capace di apprezzare il nostro lavoro e la serietà con cui lo facciamo. Bra è la città del Santo Cottolengo, la Divina Provvidenza ci darà una mano. Ci credo, anzi ne son certo!”.

Un invito alla consapevolezza, alla riflessione, a chiedersi il perché di un’immagine, di un gesto. Un invito ad usare il cuore come opportunità: per spostare il punto di vista, per incrociare mondi nuovi, per farsi domande, inventare risposte, per scoprirsi dotati di una passione, di un talento, una curiosità. E il gioco dei vandali, a quel punto, magari non diverte più. 

Silvia Gullino

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