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Economia | 05 febbraio 2019, 17:03

Nessun licenziamento alla Burgo: i due lavoratori “a rischio” hanno accettato l'incentivo all'esodo

Ci sarebbe ancora una trattativa aperta su un lavoratore che non avrebbe ancora accettato il passaggio da full time a part time: su questa persona una risoluzione dovrebbe arrivare nella giornata di domani, mercoledì 6 febbraio

Nessun licenziamento alla Burgo: i due lavoratori “a rischio” hanno accettato l'incentivo all'esodo

Si sono persi 133 posti di lavori alla Burgo di Verzuolo dall’inizio della vertenza dello scorso ottobre 2017 dove era stata aperta la procedura di mobilità per 143 lavoratori. Ma per tutti è stato evitato il licenziamento. L’organico operante nella cartiera verzuolese è rimasto ancorato a 240 unità.

Nell’ultimo incontro del 21 gennaio tra le parti  erano 15 i lavoratori (perlopiù operai) a rischio licenziamento dopo il  2 febbraio, giorno in cui si è chiusa la trattativa tra le parti (Mise, sindacati e azienda) a seguito della seconda procedura di mobilità che riguardava 162 lavoratori (100 a Duino, 62 a Verzuolo). A seguito di quell’incontro si era trovato un accordo per 12 persone di quelle 15. Una persona si era dimessa senza opposizione con incentivo all’esodo.

Restavano due lavoratori a rischio su cui ancora non si era trovata una soluzione. Ma è di oggi la notizia che entrambi avrebbero accettato l’incentivo all’esodo senza opposizione evitando così il licenziamento.

Ci sarebbe ancora una trattativa  aperta su un lavoratore che non avrebbe ancora accettato il passaggio da full time a part time: su questa persona una risoluzione dovrebbe arrivare nella giornata di domani, mercoledì 6 febbraio.

Ora il tavolo sindacale si chiude in attesa di riaprirsi - probabilmente entro novembre di quest’anno – quando si comincerà a parlare di riconversione della nuova linea “nona” e della probabile attivazione di un nuovo periodo di cassa integrazione straordinaria.

Nel corso dell'anno di cassa integrazione scaduta lo scorso 22 gennaio molti dei lavoratori sono stati inseriti in liste di prepensionamento, hanno accettato con non opposizione l'incentivo o hanno trovato altro impiego grazie anche ai nuovi strumenti di outplacement dell'Anpal utilizzati per la prima volta in Piemonte proprio sulla vertenza Burgo.

LA NUOVA "NONA"

Nei mesi scorsi è stata presentato il progetto per la riconversione della "linea nona" che dal 2001 - a seguito di un cospicuo investimento – era stato adibito alla realizzazione di carta patinata. Vista la crisi relativa alla produzione di questo tipo di carta l’azienda sta portando avanti un progetto di riconversione da patinato a “container board”, ovvero cartoncino e cartone riciclato e ondulato per imballaggi: materiale con maggiore mercato visto l’ampio utilizzo nei settori dell’e-commerce, ma anche nell’imballaggio agricolo.

Il progetto prevede la riconversione della linea 9 dello stabilimento, la demolizione di vecchi edifici e l’installazione di  locali per lo spappolamento della carta da riciclare, oltre a nuovi macchinari per la lavorazione dell’impasto, sistemi di asciugatura e punti di stoccaggio, con la necessità di processi autorizzativi. L’obiettivo è quello di mantenere la capacità produttiva sulle 780 mila tonnellate all’anno, di cui circa 600 mila tonnellate per il nuovo prodotto cartone. Il processo di riconversione potrebbe cominciare a novembre 2019, quando è probabile verrà attivata una nuova cassa integrazione per ristrutturazione aziendale per 24 mesi. 

Da febbraio a novembre - per dieci mesi circa - la Burgo di Verzuolo rimarrà scoperta da ammortizzatori sociali. Motivo per cui è stato necessario per le parti chiamate in causa raggiungere una soluzione entro i tempi stabiliti dalla trattativa.

UN ANNO FA LA PRIMA VERTENZA

Era il 28 settembre 2017 quando la decisione della storica cartiera di Verzuolo - che ha dato lavoro a questo territorio per oltre 100 anni - di voler dismettere la “linea ottava” (produttrice di carta patinata) a partire da gennaio 2018 si è abbattuta sul comune saluzzese: comunicazione a cui è seguita l’apertura –il successivo 2 ottobre – della procedura dei licenziamenti collettivi per 143 lavoratori operanti sulla linea discontinua e sull’intero indotto legato ad essa.

Da quel momento sono stati diversi gli scioperi, le iniziative sindacali, i confronti tra amministratori locali con un consiglio comunale aperto e la consulta dei sindaci saluzzesi più volte chiamata un causa sulla vertenza Burgo. Diversi i tavoli di trattativa aperti da quello sindacale a quello istituzionale con la Regione dove si è trovata la prima risoluzione a questa crisi con la revoca dei licenziamenti nel mese di dicembre 2017 e l’avvio della cassa integrazione per crisi di 12 mesi con partenza al 22 gennaio 2018.

Daniele Caponnetto

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