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Agricoltura | 05 febbraio 2019, 07:13

Dissesto idrogeologico, l'allarme di Confagricoltura: "Episodi e superficie del territorio a rischio sempre in crescita"

E' stato pubblicato il report dedicato, con focus sui terreni agricoli (tra i più colpiti da frane e inondazioni); il Piemonte sale in cattedra: dal 2015 -19% di superficie a rischio frana

Foto generica

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Per effetto dei mutamenti climatici, dell’abbandono di molti terreni agricoli e della maggiore impermeabilizzazione del suolo, in Italia gli effetti distruttivi conseguenti al dissesto idrogeologico del territorio stanno ormai aggravandosi in linea generale, in un contesto già critico per l’insufficienza degli interventi di prevenzione: a comunicarlo ufficialmente il centro studi di Confagricoltura, che ha pubblicato il suo report con informazioni nazionali e regionali.

Un recente rapporto del CNR sul periodo 1968-2017, sottolinea come frane e inondazioni abbiano provocato circa 1.800 morti, 2.000 feriti e 317mila evacuati a livello nazionale; le sole alluvioni dell’autunno 2018 hanno colpito 11 regioni per danni stimati in circa 3 miliardi di euro.

In generale, tra il 2015 e il 2017 il territorio italiano ha subito un'ulteriore esposizione al rischio idrico, con il passaggio della superficie critica dal 22,7% al 23,4% del totale, ovvero un incremento di 2mila kmq. Quasi gli stessi numeri si possono associare agli scenari di frana.

Cifre importanti e, in prospettiva futura, preoccupanti sia dal punto di vista degli scenari in costante aumento, sia da quello dei costi infrastrutturali che ne deriverebbero.

Negli stessi anni presi in considerazione da Confindustria, fortunatamente, il nostro Piemonte è uno dei pochi territori che ha subito una netta riduzione della superficie a rischio frana: 

Il Piemonte tra i pochi territori che, negli anni, ha subito una riduzione della superficie a rischio frana: -312 kmq, per una riduzione percentuale del 19%. Il rischio idraulico di qualunque gravità riguarda invece il 25% del territorio.

redazione

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