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Attualità | 06 febbraio 2019, 08:30

"Cosa succederà col trasloco dell’ospedale a Verduno? Dai cittadini tante domande, che meritano risposte"

Collegamenti, tempi di attesa, gestione delle urgenze, condizioni lavorative, destinazione dell'attuale nosocomio: collettivo giovanile albese chiede l’apertura di un dialogo col direttore dell’Asl Massimo Veglio

"Cosa succederà col trasloco dell’ospedale a Verduno? Dai cittadini tante domande, che meritano risposte"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Siamo rimasti colpiti dall’attenzione e dal consenso che ha sollevato il nostro comunicato sull’ospedale ("Vogliono chiudere il pronto soccorso di Alba!", pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo lo scorso 21 gennaio: https://bit.ly/2DT364f).

Segno, questo, che i cittadini vorrebbero delle risposte. In particolare, molte persone chiedono informazioni e rassicurazioni su cosa succederà di qui a breve.

Ci facciamo, quindi, portatori di queste domande e vorremmo aprire, pubblicamente, un dialogo col direttore dell’Asl, Massimo Veglio.

Ci viene chiesto come gli anziani e chi non possiede un mezzo di trasporto potranno raggiungere l’ospedale, in che tempi e con che costi; quali sono i tempi di realizzazione delle infrastrutture e quali saranno i vettori, pubblici e privati, che collegheranno Alba e Bra con Verduno.

Alcune persone vogliono essere rassicurate sul fatto che all’atto dell’inaugurazione l’ospedale funzionerà a pieno regime, senza lasciare reparti – se non quelli necessari – nelle vecchie sedi; ci viene chiesto, ancora, se questo trasferimento nella nuova sede di Verduno velocizzerà i tempi d’attesa, quindi se corrisponderà a un miglioramento in termini di servizi offerti agli utenti.

Alcune persone esprimono preoccupazione per il fatto che la distanza, da Alba e Bra, possa comportare, nei casi delle patologie più serie e il cui intervento deve essere immediato (ictus, infarti, ecc.) un serio problema.

Per quanto riguarda i lavoratori, poi, alcuni ci domandano delle rassicurazioni per quanto riguarda le condizioni lavorative, in particolare rispetto all’aumento del numero di reperibilità al mese.

Infine, diversi albesi ci chiedono che cosa accadrà all'immobile che ospita l'ospedale di Alba: sarà venduto? Sarà riconvertito, in parte, ad attività sociali? Qual è il coinvolgimento dell'amministrazione albese in questo processo?

Crediamo la sanità sia un bene comune da salvaguardare. Crediamo, quindi, sia importante che a ciascuna di queste domande venga data una risposta.

Collettivo Mononoke,
Alba

lettera firmata

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