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Attualità | 08 febbraio 2019, 12:00

Dalla penna dell’albese Ferrero la storia del più grande talento mancato dello sport italiano

In libreria per i tipi di Rizzoli il volume che ripercorre la tormentata vicenda del tennista pescarese Roberto Palpacelli, "il più forte di tutti"

Roberto Palpacelli, protagonista dell'ultima fatica editoriale dell'albese Federico Ferrero

Roberto Palpacelli, protagonista dell'ultima fatica editoriale dell'albese Federico Ferrero

C’è la bella prosa dell’albese Federico Ferrero dietro al volume che riprende la tormentata parabola di quello che da più parti viene indicato come uno dei più grandi talenti mancati dello sport italiano.

La storia è quella del tennista Roberto Palpacelli, che Ferrero ha ripescato e raccontato prima per le pagine de "Il Tennis Italiano", in un articolo poi ripreso dai principali quotidiani nazionali e che ha ovviamente fatto il giro dei social, prima di diventare l’autobiografia a quattro mani ora distribuita in tutte le librerie italiane per i tipi di Rizzoli ("Il Palpa. Il più forte di tutti"; 224 pagine - 18 euro, ebook 9.99 euro).

Una vicenda personale che negli anni ha continuato a circolare intorno ai campi in terra rossa e nei circoli italiani circondata da un’aura di leggenda, considerata la dimensione del talento dissipato da questo giocatore classe 1970, nato a Pescara ma sanbenedettese di adozione, che secondo l’aneddotica tramandata lungo decenni ancora ragazzino si sarebbe permesso di regolare nientemeno che un Boris Becker prossimo ad aggiudicarsi Wimbledon, mentre la verità lo vedeva marchiato come indesiderato dalla Nazionale per i suoi precoci cedimenti a vizi e passioni che poco si confanno a chi, per personale predisposizione, potrebbe ambire ai più blasonati palcoscenici internazionali.

Un eroe in negativo, insomma, a cui la vita avrebbe presto presentato il conto, ma che perso il treno del successo sportivo si è comunque saputo riprendere, mantenendo la racchetta quale presenza costante – ora come istruttore sui campi del Dopolavoro Ferroviario di San Benedetto del Tronto – di una vita adesso finalmente improntata alla serenità regalatagli dalla sua giovane famiglia.

Da anni commentatore sportivo per Eurosport (alla cui corte ha portato un’altro conosciuto volto di casa nostra, l’ex tennista canalese Gianni Ocleppo), ma anche penna di vaglia per il "Corriere della Sera" (dopo esserlo stato per "L’Espresso", "L’Unità" e "Il Riformista"), l’albese Ferrero ne ha tratto la storia con la quale è tornato in libreria dopo la fortunata prova di "Alla fine della fiera" (Add editore, Torino), con la quale a vent’anni di distanza aveva raccontato la vicenda di "Mani pulite" dalla voce dei principali attori di quella controversa vicenda del nostro recente passato politico.   

Nel settembre scorso, nei primi giorni di vita di questo giornale, Federico ci aveva regalato questa dissacrante cronaca del Palio degli Asini, ancora tutta da leggere: http://www.lavocedialba.it/2018/10/09/leggi-notizia/argomenti/attualita-14/articolo/alba-palio-pezzo-ferrero.html.

Ezio Massucco

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