/ Attualità

Attualità | 08 febbraio 2019, 10:06

Il Consiglio provinciale dice sì all’oasi naturale di Cherasco. Ma la bocciatura pare scontata

L'istituzione di riserva da 120 ettari alla confluenza tra Tanaro e Stura vede il Comune contrario, orientato a un più ampio progetto alternativo. Favorevole invece l’ambito di caccia Cn1. Ma per l'approvazione definitiva serve il via libera del 60% dei proprietari

Oltre la metà dei terreni ricadenti nell'area apparterrebbero al locale golf club, da sempre critico sul progetto

Oltre la metà dei terreni ricadenti nell'area apparterrebbero al locale golf club, da sempre critico sul progetto

Un progetto con tutta probabilità destinato a fallire quello per l’istituzione di un'oasi di protezione faunistica sul territorio del Cherasco.

L'istituzione di una riserva denominata "Tanaro-Stura” è stata oggetto di discussione all’ultima seduta del Consiglio provinciale, che lunedì 4 febbraio è stato chiamato a valutare la proposta che l’associazione cheraschese Provitem onlus aveva avanzato con riferimento a un’area protetta di 120 ettari alla confluenza dei due fiumi.

Una proposta sulla quale il Comune aveva però espresso parere negativo, anche se non vincolante per la Provincia, sostenendo che “la creazione di un’area protetta limitata a un sito esclusivamente comunale sia destinata a non avere successo”, e motivando la propria posizione con il fatto che “un’area protetta da inserire nell’ambito di un’offerta turistica compiuta debba avere una valenza territoriale più ampia di quella proposta, al fine di consentire l’offerta di una pluralità di attrazioni” e facendo l’ipotesi di unirsi al parco fluviale Gesso e Stura che ora arriva a Salmour.

Favorevole all’istituzione si è detto invece l’Ambito Territoriale di Caccia Cn1 “Cuneo-Fossano”, che ha consigliato l’intervento al termine della stagione venatoria in corso, richiedendo che le operazioni di tabellamento perimetrale e il successivo mantenimento siano a carico dell’associazione proponente.

Ora la Provincia dovrà chiedere un parere ai numerosi proprietari e se i titolari del 60% della superficie saranno contrari il progetto dovrà essere archiviato. Sembra scontata la bocciatura visto che circa la metà dell’oasi ricade nei terreni del Golf Club cheraschese, da sempre molto critico sul progetto.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Загрузка...
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium