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Attualità | 08 febbraio 2019, 07:30

Scoppia la “bagarre” per il tricolore francese sul balcone del Municipio di Cuneo: viola la legge?

Il Cerimoniale prevede che l'esposizione di bandiere estere avvenga solo in caso di "convegni, incontri e manifestazioni internazionali, o di visite ufficiali di personalità straniere"

Il tricolore francese esposto sul balcone del Municipio di Cuneo

Il tricolore francese esposto sul balcone del Municipio di Cuneo

Il tricolore francese che sventola sul balcone del Municipio di Cuneo ha – senza ombra di dubbio – animato la serata del capoluogo della Granda.

Nel tardo pomeriggio di ieri (giovedì) il Comune di Cuneo ha inoltrato agli organi di stampa una nota, all’interno della quale è stata resa nota la decisione assunta dall’Amministrazione comunale.

“Un gesto di amicizia verso i cugini francesi e all’insegna dei valori più profondi dell’Europa che non possono essere messi in discussione e strumentalizzati a fini elettorali” ha spiegato il sindaco della Città, e presidente della Provincia, Federico Borgna.

In tanti si sono chiesti se rientri nelle facoltà di un’Amministrazione comunale esporre, a proprio piacimento, una bandiera straniera al di fuori di un edificio pubblico.

La materia è normata, in maniera ben precisa, dal decreto del Presidente della Repubblica numero 121, del 7 aprile 2000.

Al quarto capo – recante “Disposizioni generali e finali” – all’articolo 8, comma 1, il decreto recita: “All'esterno e all'interno degli edifici pubblici si espongono bandiere di Paesi stranieri solo nei casi di convegni, incontri e manifestazioni internazionali, o di visite ufficiali di personalità straniere, o per analoghe ragioni cerimoniali […], salve le regole di cerimoniale da applicare in singole occasioni su indicazione del Governo”.

La decisione dell’Amministrazione comunale cuneese si pone dunque in contrasto con il “Regolamento recante disciplina dell'uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell'Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici”?

Il “dettaglio” non è passato inosservato ad alcune forze politiche cittadine, che attaccano aspramente Borgna.

Beppe Lauria, consigliere comunale cuneese d’opposizione, ha già firmato un’interpellanza che presenterà a Palazzo.

Lauria si rivolge, nell’interrogazione, al presidente del Consiglio comunale: “L’esposizione della bandiera è sottoposta ad un rigido cerimoniale. – scrive - L’esposizione di bandiera straniera su edifici pubblici è invece prevista solo in casi particolari. Preso atto della manifesta ignoranza circa tali disposizioni, chiediamo al sindaco quali siano, stante la sua ignoranza in merito, i suoi consiglieri, invitando (dovrebbe esser un ordine), non sussistendone i presupposti,  l’immediata rimozione della bandiera dello stato francese”.

Lauria, in una nota congiunta e firmata insieme a Fabio Corbeddu, coordinatore di Casapound a Cuneo, rincara la dose: “Un gesto ridicolo - intervengono - oltre che illegale: non è ammessa infatti l’esposizione di bandiere straniere su edifici istituzionali al di fuori dei casi previsti dal Cerimoniale di Stato.

Il sindaco lo sa molto bene, ma ha preferito usare il Palazzo comunale per un’azione di vera e propria propaganda politica anti-governativa, come evidenziano le sue dichiarazioni. Chiediamo che venga rimossa immediatamente la bandiera francese”.

Sulla questione interviene anche il movimento provinciale giovanile della Lega: “Il comune di Cuneo sostituisce la bandiera del nostro territorio per mettere un tricolore straniero. La legge dice: in presenza di tre gonfaloni si devono mettere ‘Le bandiere, i vessilli e i gonfaloni tradizionali delle Regioni, delle province e dei Comuni devono affiancare la bandiera della Repubblica’. Avremo quindi a destra la bandiera europea, quella italiana al centro e a sinistra la bandiera della Regione/Provincia/Comune.

Pertanto per l'ennesima volta la sinistra va contro la legge italiana per appoggiare un leader in crisi europeo, mettendo da parte il territorio. Niente di nuovo quindi”.

Una scelta contestata anche da Niello Fierro (“Cuneo per i Beni Comuni”): "Oggi l'Amministrazione comunale ha deciso di esporre la bandiera francese in segno di amicizia con la Francia dopo il ritiro dell'ambasciatore. – ha scritto sulla propria pagina Facebook - Oggi queste bandiere andavano listate a lutto per il giovane migrante morto assiderato mentre tentava di superare la frontiera tra i nostri due paesi (in riferimento ai fatti di cronaca dell’alta Val di Susa: ndr)”.

Il tricolore francese sul balcone del Municipio non ha però suscitato soltanto reazioni politiche “locali”. Da Twitter giungono infatti le parole di Giorgia Meloni, leader di “Fratelli d’Italia”: “A Cuneo il sindaco Pd espone sul balcone del Comune la bandiera francese in ‘segno di amicizia’ dopo la decisione della Francia di convocare l’ambasciatore francese a Roma. Quanto piace agli esponenti della sinistra comportarsi da servi”.

Il “gesto di amicizia” del Comune di Cuneo rischia – dunque – di diventare un “caso” politico? I presupposti sembrano esserci tutti…

redazione

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