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Politica | 08 febbraio 2019, 12:33

Cattolici in politica? Indispensabili per “rammendare” un tessuto sociale disgregato

A Cavallermaggiore si sono confrontati Sergio Chiamparino, don Piero Gallo, già parroco di San Salvario a Torino, e don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana e Iesus

Cattolici in politica? Indispensabili per “rammendare” un tessuto sociale disgregato

Esiste ancora un voto cattolico? La democrazia è ancora cristiana? Su questi quesiti si è sviluppato ieri sera, al teatro San Giorgio di Cavallermaggiore, un interessante confronto che ha visto protagonisti don Piero Gallo, prete missionario, già parroco di San Salvario a Torino, Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana e del mensile della Società San Paolo Iesus.

A moderare l’incontro Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa. La serata non ha dato risposte definitive al tema dell’incontro, né del resto era nelle ambizioni dei promotori, ma ha evidenziato l’esigenza che i cattolici svolgano un’azione “di tessitura, quasi di rammendo – come ha sottolineato il direttore di Famiglia Cristiana – in un contesto sociale che è andato sfilacciandosi e disgregandosi sempre più”.

Don Piero Gallo ha posto l’attenzione sul fatto che “le diversità rafforzano le identità” raccontando la sua esperienza di parroco di frontiera a San Salvario. Chiamparino, dal canto suo, si è detto preoccupato del clima di paura di cattivi sentimenti che si stanno diffondendo nel Paese. “Compito del politico – ha detto Chiamparino – è quello di non sottovalutare le paure, anche soltanto quelle percepite, ma non certo di alimentarle per ottenere consenso. La funzione dell’amministratore – ha aggiunto il presidente della Regione – deve essere quella di cercare di dare risposte, non di soffiare sul fuoco!”.

Nessuno dei relatori ha ravvisato la possibilità di una riedizione di un partito di cattolici, ma tutti hanno convenuto che l’apporto dei cattolici può essere importante per ricucire un rapporto in una società che sta perdendo di vista i valori di convivenza civile, quelli su cui si fonda la nostra Costituzione.        

Soddisfatto sia della partecipazione – circa 250 persone in sala – sia per i contenuti emersi nel corso della serata il sindaco di Cavallermaggiore, Davide Sannazzaro. “La nostra esperienza di “Cavallermaggiore Viva, che conta dieci anni di vita – ha detto Sannazzaro – si inserisce, nel suo piccolo, in questo alveo”. Presenti alla serata, tra il pubblico, anche l’assessore regionale Francesco Balocco e il consigliere regionale Paolo Allemano.   

GpT

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