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Politica | 09 febbraio 2019, 16:00

#controcorrente: la provincia di Cuneo è totalmente dimenticata dal Governo Lega-MoVimento 5 Stelle

Fondi per la viabilità e le scuole dimezzati, autostrada da completare, raddoppio del Tenda bloccato, collegamento ferroviario con Torino che funziona peggio di trent’anni fa e quello con Nizza senza futuro, divieto di transito dei mezzi pesanti in valle Roia, colle della Maddalena durante l’inverno quasi sempre chiuso. Una situazione a dir poco allarmante che, però, sfiora il ridicolo

#controcorrente: la provincia di Cuneo è totalmente dimenticata dal Governo Lega-MoVimento 5 Stelle

E’ pur vero che le province, dopo la Legge Delrio del 2014 sul riordino degli Enti locali, ormai contano poco. Anche se non sono state cancellate dalla Costituzione e devono occuparsi di viabilità e scuole superiori con le risorse ridotte al lumicino. Però ce ne sono alcune i cui amministratori hanno la capacità di battere i pugni sul tavolo del Governo centrale. E ottenere qualcosa in più.

Altre vengono totalmente abbandonate e dimenticate. Come quella di Cuneo. Infatti, i rappresentanti delle Istituzioni e i parlamentari locali a Roma non vengono ascoltati. La “Granda” sta diventando un territorio ai confini del mondo. Nonostante costituisca un modello per capacità produttiva e, su molti aspetti, pure sul fronte turistico e culturale.

E’ notizia di qualche giorno fa che lo Stato ha reso disponibile il fondo nazionale per gli investimenti destinato alle province. A Cuneo sono arrivati 1.156.000 euro, contro i 2.527.000 euro dello scorso anno. Un milione e 371 mila euro in meno. In tempi di ristrettezze economiche è una bella mazzata. Hanno ricevuto una cifra inferiore solo Biella e Vibo Valentia. E in Piemonte, esclusa la Città Metropolitana di Torino, Cuneo è l’area più abitata, con il maggior numero di chilometri stradali e di studenti.

Ma nella “Granda” restano aperte altre questioni irrisolte sulle quali il Governo Lega-MoVimento 5 Stelle non dà risposte.

L’autostrada Asti-Cuneo è da completare e, dopo aver atteso per almeno due decenni che venisse realizzata in gran parte, adesso si sta aspettando dal 2012 la conclusione dei nove chilometri di tracciato tra Cherasco e Alba.

Il raddoppio del tunnel del Tenda era partito spedito. Poi, le vicende giudiziarie lo hanno bloccato. L’Anas, di cui lo Stato, attraverso Ferrovie, è il socio unico, ha rescisso il contratto per gravi inadempienze con la Fincosit vincitrice dell’appalto. Ma la firma del nuovo accordo di affidamento dei lavori all’Edilmaco è già stato rinviato alcune volte negli ultimi mesi. Un percorso che promette nulla di buono per il futuro della nuova galleria.

La tratta ferroviaria Cuneo-Torino funziona peggio di trent’anni fa quando, allora, i treni partivano in orario, impiegavano meno tempo a coprire la distanza, non avevano ritardi e non si fermavano, come ogni tanto succede adesso, in qualche punto lungo il tragitto.

La Cuneo-Nizza su rotaia sta scontando la riduzione, da sedici a quattro, delle corse di andata e ritorno. Oltre alla convenzione capestro firmata dall’Italia con la Francia prima della riapertura, avvenuta nel 1979, che prevede la manutenzione del collegamento, nel pezzo d’Oltralpe prossimo al confine, in buona parte a carico del nostro Paese. Condizioni che possono solo spingere a chiuderla definitivamente.

Inoltre, un forte danno ai trasporti e alle attività produttive della “Granda” è venuto dal divieto di transito in valle Roia per i mezzi superiori alle 19 tonnellate: obbligo imposto dal Dipartimento delle Alpi Marittime e dai sindaci francesi della zona.  

Non parliamo infine del colle della Maddalena, quasi sempre chiuso durante l’inverno in quanto mancano i paravalanghe che l’Anas sta promettendo di sistemare da molti anni.

Tutto questo nel silenzio del Governo italiano. Una situazione a dir poco allarmante che, però, sfiora il ridicolo.    

#controcorrente

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