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Speciale elezioni | 09 febbraio 2019, 12:30

"Abbiamo lavorato bene, in concerto con la minoranza": Claudio Garnero guarda agli ultimi 10 anni di amministrazione a Roccabruna

Il primo cittadino uscente ha in programma di non ricandidarsi: "Qui a Roccabruna non esista la politica "dei partiti", ma un insieme di anime che lavorano per il bene comune"

Claudio Garnero

Claudio Garnero

Roccabruna, comune di 1559 abitanti all'imboccatura della Val Maira, sarà tra i protagonisti della tornata elettorale della sempre più vicina primavera 2019.

Con il proprio secondo mandato in scadenza abbiamo chiesto al sindaco Claudio Garnero - eletto nel 2010 e nel 2014 con la lista civica "Collaborazione e Progresso" - di tracciarne un bilancio, indicando anche le prospettive per il futuro più e meno prossimo.

- Signor sindaco, come guarda ai due mandati appena passati?

Bilancio dei dieci anni sicuramente positivo, abbiamo lavorato davvero bene. Credo, da sindaco, che il meglio che possa fare un amministratore è ricordarsi sempre di rimanere vicino ai suoi cittadini: a Roccabruna non siamo in molti, è vero, ma penso di esserci riuscito, grazie anche al mio impegno personale nell'ambito del volontariato.

- Quali sono stati, secondo lei, i temi principali affrontati e le problematiche importanti cui avete posto rimedio come amministrazione?

Partendo dalle problematiche, le principali che abbiamo riscontrato sono arrivate dal panorama politico-amministrativo nazionale: i tanti cambi di governo e l'incertezza dilagante hanno tolto tempo e risorse che avremmo preferito dedicare al territorio.

In questi dieci anni tanti sono i traguardi che abbiamo raggiunto. La partecipazione al bando "6000 campanili", che ci ha permesso di dare una vera svolta alla vallata; con i fondi abbiamo asfaltato le strade di quasi tutte nostre borgate, rendendole molto più accessibili. Abbiamo valorizzato il sito archeologico del Rocceré, cosa che non si era mai pensato di fare e che sta premiando il territorio. Abbiamo costruito la sala polivalente comunale, che sta dando alla nostra cittadinanza (mediamente giovane in senso anagrafico) un luogo specifico dove creare aggregazione sociale. Ultimi, ma non ultimi, tra i traguardi, l'appalto per la costruzione del centro sportivo polifunzionale e della piscina e il lancio del progetto per la centrale a biomasse.

Importante ricordare che tutti questi progetti e queste iniziative sono state rese possibili solo grazie all'impegno dei tanti gruppi di volontari.

- Il rapporto con la minoranza si è rivelato positivo?

Assolutamente sì, abbiamo instaurato negli anni un bel rapporto di collaborazione proficua. In paesi come il nostro non esiste la politica "dei partiti", ma quella vera e concreta di persone interessate a pensare al bene comune.

- Potendo farlo, intende ricandidarsi? Se no, ha già individuato un possibile altro nome del suo gruppo consigliare?

No, la mia intenzione è quella di non ricandidarmi ma di lasciare spazio ad altri con nuove idee ed entusiasmi; stessa cosa per la maggior parte dei membri della mia lista. Ho intenzione di tornare a occuparmi del volontariato. Ovviamente se nessuno dovesse presentarsi, valuteremo come muoverci.

- Che si voglia ricandidare oppure no, quale crede possano essere le prospettive future per il suo comune?

Al centro penso dovrebbe esserci il garantire ai cittadini servizi necessari per spingerli a rimanere sul territorio. Abbiamo un collegamento via mezzi pubblici importante con il capoluogo provinciale e un ricco bagaglio culturale tradizionale: il leit motiv dovrebbe essere andare avanti senza guardarci alle spalle, ma anche senza dimenticarsi da dove si arriva.

simone giraudi

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