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Attualità | 10 febbraio 2019, 09:00

Mancata fusione Siemens-Alstom: nuova interrogazione parlamentare di Mino Taricco

Il documento giunge a due mesi dal deposito, sempre in Senato, di un primo Atto ispettivo, già sul tema, che non ha ancora avuto risposta

Mino Taricco

Mino Taricco

Il senatore Mino Taricco insieme ai colleghi Simona  Malpezzi, Valeria FedeliGiuseppe Luigi Cucca, Teresa BellanovaDario Stefano, Vanna Iori, Nadia Ginetti, Valeria Valente, Valeria Sudano, Caterina Biti, Gianni Pittella, Daniela Sbrollini, Paola Boldrini, Alessandro Alfieri, Roberta Pinotti, Dario Parrini Anna Rossomando, Eugenio Comincini, Ernesto Magorno, Edoardo Patriarca, Francesco Giacobbe, Laura Garavini, Assuntela Messina, Mauro Laus, Daniele Manca, Antonio Misiani, Tatiana Rojc, Mauro Marino, Francesco Verducci, ha presentato una nuova interrogazione al  ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, alla luce dell’ esito della mancata fusione tra Alstom e Siemens Mobility.

Taricco ha voluto “sollecitare il Ministero sul futuro del comparto in Italia anche attraverso un confronto con le aziende”.

I lavoratori – spiega - sono giustamente preoccupati delle possibili ricadute della mancata fusione e chiedono di conoscere le future strategie ed i piani industriali relativi ai siti italiani e in particolare a Savigliano, uno dei complessi di eccellenza italiana nel settore ferroviario del Paese, e si chiede al Ministro un impegno in tal senso”.

A due mesi dal deposito in Senato, a prima firma sempre del senatore Taricco, di un primo Atto ispettivo, già sul tema, che non ha ancora avuto risposta, nel quale già si poneva la richiesta di un impegno del Ministero sul futuro di Alstom in Italia ed in particolare di una realtà produttiva di alta specializzazione come Savigliano, Taricco e trenta colleghi presentano in Senato un’ulteriore interrogazione, con l’obiettivo di sollecitare il Ministero ad un impegno puntuale sul futuro del settore della produzione e manutenzione del Trasporto ferroviario nel Paese, soprattutto alla luce della mancata fusione tra Alstom e Siemens Mobility, per dare garanzie ai lavoratori sulle future strategie aziendali e relativamente ai piani industriali per i siti italiani.

Il 6 febbraio 2019, dopo un lungo negoziato la Commissione europea ha espresso parere negativo sulla maxi-unione tra Alstom e Siemens, fermando un progetto che “avrebbe influenzato la concorrenza nei mercati dei sistemi di segnalamento ferroviario e dei treni ad alta velocità” e motivando anche con il fatto che “le parti non avrebbero proposto misure correttive sufficienti per rimediare alle problematiche esistenti – connesse alla unione tra i due colossi aziendali.

Abbiamo voluto sollecitare il Ministero ad una azione puntuale in questo delicato momento a seguito del parere negativo della Commissione europea sulla maxifusione – dichiara Taricco - anche perché giustamente sono grandi le preoccupazioni sia dei lavoratori, sia dell’indotto e delle comunità locali sulle prospettive del settore, ed in particolare per quanto concerne il sito di Savigliano, su cui vi è stato un importante investimento pubblico, considerando il fatto che a scadenza del protocollo d’intesa tra Alstom, la Regione Piemonte e Regione Lombardia per svolgere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nei siti di Alstom di Savigliano e Sesto San Giovanni, lo straordinario  know-how sarebbe trasferito ad altro sito straniero.

Risulterebbe inoltre che Trenitalia abbia sollecitato la consegna di alcuni treni regionali - POP – in ritardo di consegna, la cui produzione verrebbe effettuata nel sito polacco di Katowice, ed attraverso la quale la stessa azienda ferroviaria chiederebbe di porne rimedio, abbiamo chiesto di conoscere le future strategie  anche perché il sito produttivo di Savigliano, sarebbe dotato di tutte le attrezzature necessarie per la realizzazione di tali treni, ed anche per questo i lavoratori chiedono di conoscere un piano industriale di lungo termine, per recuperare la giusta serenità sul futuro di questo importante  sito produttivo.

Il sito di Savigliano, a partire dal 2011, ha infatti rappresentato su scala nazionale un caso di eccellenza, aggiudicandosi commesse importanti ed è considerato un esempio di industria 4.0, un fiore all’occhiello nella produzione del Pendolino.

Ho pertanto interrogato nuovamente il Ministro dello sviluppo economico per sollecitare un impegno per un piano di investimenti di lungo periodo, di fronte anche al fatto che parte del know-how realizzato in Italia - e più precisamente proprio nel Cuneese - a Savigliano - anche grazie al protocollo di intesa, verrà trasferito a Katowice al termine del progetto” conclude il senatore.

comunicato stampa

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