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Attualità | 11 febbraio 2019, 20:14

Bandiera francese sul comune di Cuneo: "L'affaire Italia-Francia ha reso i democratici inconsapevolmente populisti?"

Riceviamo e pubblichiamo la posizione del consigliere Coggiola

Alberto Coggiola in consiglio comunale

Alberto Coggiola in consiglio comunale

Gentile Direttore,

con riferimento alla vicenda della bandiera francese esposta dal Comune di Cuneo, senza entrare nel merito della diatriba tra Italia e Francia, ritengo che il Sindaco abbia oltrepassato i limiti e le competenze inerenti la sua carica esprimendo una posizione di politica estera.

Tuttavia, ritengo che tale decisione, per quanto impropria, non sia stata certamente dettata da uno spirito antisistema. Ciò che invece ritengo assolutamente non condivisibile è la posizione assunta dal PD di Cuneo attraverso un comunicato stampa rilasciato qualche giorno fa.

I rappresentanti del Partito Democratico avrebbero accusato il Prefetto di aver adoperato uno zelo degno di miglior causa nel far applicare una norma dello Stato, il Decreto del Presidente della Repubblica n. 121/2000 (chiamato impropriamente dai democratici Decreto Ministeriale), il cui art. 10 impone proprio al Prefetto l'obbligo di vigilare sull'adempimento delle disposizioni in materia di esposizione delle bandiere presso gli uffici pubblici.

Secondo la visuale neo-costituzionalista lasciata intendere dagli esponenti del PD locale vi sarebbero, quindi, norme statali di serie A e norme statali di serie B, norme per cui si potrebbe chiudere momentaneamente un occhio e norme per cui gli organi preposti al controllo dovrebbero attivarsi con la massima solerzia. Inoltre, nel comunicato stampa del PD locale viene dato risalto al fatto che il Prefetto di Cuneo abbia sollecitato il Sindaco eletto direttamente dai cittadini.

Con tale precisazione, la nuova prospettiva del principio di legalità elaborata dal PD locale verrebbe condita da un altro elemento, finora osteggiato e censurato dal PD nazionale come possibile minamento delle basi repubblicane dello Stato: il principio secondo cui un esponente eletto direttamente dai cittadini non dovrebbe subire sollecitazioni, ingerenze e controlli da parte di altri organi dello stato. Questa nuova tesi democratica elaborata dal PD locale per l'affaire francese sembrerebbe, però, presa in prestito proprio dalle teorie sovraniste e populiste così tanto criticate e censurate in ambito nazionale dai democratici.

Che tale “eccesso di zelo” nella difesa dei cugini d'oltralpe abbia fatto diventare i nostri democratici inconsapevolmente populisti?

Grazie,

Alberto Coggiola

Al Direttore

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