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Attualità | 11 febbraio 2019, 19:23

Il famoso retablo di Saluzzo “torna” all’ex convento delle Orsoline

Una copia a grandezza naturale dell’opera principale del museo di Bruxelles sarà collocata nella cappella di Casa Pensa di Marsaglia, nella parte di immobile dove è in corso l’intervento di riqualificazione che trasformerà l’ex convento in appartamenti privati

Saluzzo, l'ex convento delle Orsoline, ora di proprietà della società Santa Chiara srl, interessato dalla riqualificazione

Saluzzo, l'ex convento delle Orsoline, ora di proprietà della società Santa Chiara srl, interessato dalla riqualificazione

Concluso il lavoro di rifacimento dei tetti, è in corso l’intervento interno di riqualificazione dell’ex Convento delle Orsoline, nel centro storico, tra i due edifici simbolo del passato marchionale di Saluzzo, la chiesa di San Giovanni e Casa Cavassa.

In particolare i lavori interessano ora la porzione di immobile che viene identificata come Casa Pensa di Marsaglia, tra via San Giovanni e la suggestiva via Santa Chiara.

Il fabbricato ha ospitato le Orsoline fino al 2008 e, dopo l’acquisto da parte della società Santa Chiara Srl, una decina di anni fa, cambierà la sua destinazione d’ uso: non più convento, ma immobile residenziale di pregio.

L’intervento di recupero curato dall’architetto Mauro Martin, interessa circa 1.500 mq. degli oltre 5000 del complesso e il progetto prevede la realizzazione di 8 appartamenti di varia metratura, alcuni con giardino privato.

I lavori di restauro sono seguiti dall’ impresa edile Tevino &Demichelis di Revello, che ha curato il rifacimento dei tetti della Cattedrale di Saluzzo. Delle vendite degli appartamenti si occupano Marco e Luigi Fassino dell’omonima agenzia immobiliare (info 0175 46329).

Notizia recente è che in quella che era la cappella dei Pensa di Marsaglia “tornerà” il famoso "retablo" di Saluzzo, l’opera fiamminga  più prestigiosa e amata del museo civico di Bruxelles. Un’opera che fu “saluzzese “ e qui collocata per oltre un secolo. 

Si tratta di una  pala di altare di grandi dimensioni 4,27m. x 2,05m. che dimorò in via San Giovanni 10, fino al 1891, prima di essere acquistata dalla città di Bruxelles per il suo museo.

Fu realizzata intorno al 1505 e la parte scolpita  è uno dei migliori lavori usciti dal prestigioso atelier della famiglia bruxellese dei Bormann, mentre le ante dipinte sono  attribuite a Valentin van Orley.

La proprietà dell’immobile ha  contattato la direzione del museo belga per avere fotografie ad altissima definizione dell’opera “Abbiamo avuto da parte loro una grande disponibilità e gentilezza- dichiara Luigi Fassino- Ci hanno inviato questi  documenti fotografici grazie ai quali realizzeremo una copia a grandezza naturale  da collocare nel luogo dove il retablo è stato  per molti anni. Per l’intervento di recupero  è un aspetto di indubbio prestigio.  Abbiamo pensato dovesse esserci memoria di questo passaggio cittadino dell’opera, apprezzata e studiata all’estero dagli studiosi d’ arte”.

La storia affascinante di spostamenti e di sguardi ammirati del retablo di Saluzzo è stata ricostruita  e presentata alcuni anni fa da Pasquale Natale, insegnante saluzzese appassionato di Storia del Marchesato e di Storia dell’Arte.

 “Acquistata da Gerolamo Pensa intorno al 1510 per la sua dimora di Lione, dove svolgeva l’attività  di mercante con le Fiandre; dopo il 1580 venne collocata nella cattedrale di Mondovì, nella cappella  di famiglia insieme al polittico di Giobbe, ora conservato nella Gipsoteca di Savigliano. Nel 1782 la  famiglia si trasferisce a Saluzzo nel palazzo Leoni e qui colloca nella cappella della dimora il  retablo e un quadro di Defendente Ferrari: la Crocifissione. Nel 1891 Carlo Alberto Pensa lo vende  al Duca di Dino,il quale lo trasferisce nel suo castello di Montmorency, vicino a Parigi. Nel 1894 la  città di Bruxelles lo acquista e lo colloca nel Museo Comunale, dove occupa un’intera sala."

L’opera è racchiusa da doppio palo di ante dipinte, caso assai raro; nelle prime è rappresentato l’albero di Jesse, nelle seconde la vita di S. Giuseppe. La parte scolpita narra la vita della Vergine Maria.

 

 

vilma brignone

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