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Attualità | 11 febbraio 2019, 14:51

Dal Collettivo De-Generi appello al Comune: Alba sospenda l’attuazione del decreto sicurezza

"Normativa sull'immigrazione contraria alla Convenzione di Ginevra". Partita petizione. A fine febbraio la consegna delle firme all’Amministrazione cittadina

Un momento della manifestazione albese – lo scorso 22 dicembre – contro il decreto sicurezza

Un momento della manifestazione albese – lo scorso 22 dicembre – contro il decreto sicurezza

Mentre scriviamo ha superato quota 260 adesioni (su un obiettivo finale fissato a 500) la petizione on line che il Collettivo De-Generi ha promosso sulla piattaforma Change.org per chiedere all’Amministrazione albese di seguire l’esempio dei Municipi italiani che hanno già dichiarato di voler disapplicare il disposto del cosiddetto "decreto sicurezza".

Impegnato nella lotta per i diritti civili e contro le discriminazioni – di genere e non solo –, il sodalizio che ormai da due anni organizza in città la sfilata dell’Alba Pride, ha così fatto propria l’iniziativa promossa dall’associazione "Alterego-Fabbrica dei Diritti", impegnata nella battaglia contro una normativa sull’immigrazione ritenuta contraria all’articolo 26 della Convenzione di Ginevra, là dove impedirebbe "la tutela e il rispetto dei diritti fondamentali individuati dalla Costituzione".

"Tra i suoi vari puntispiegano i referenti di De-Generiil decreto sicurezza prevede il depotenziamento dei cosiddetti Sprar: ciò significa che il sistema di accoglienza diffusa gestito dai Comuni non potrà più occuparsi dei richiedenti asilo in attesa di risposta. Questi saranno trasferiti presso ocentri di accoglienza ordinari, dove non potranno più lavorare o seguire corsi, ma saranno costretti ad aspettare le decisioni circa la loro domanda senza poter svolgere alcuna attività".

"Il decreto – proseguono – inoltre elimina il permesso di soggiorno per motivi umanitari: finora durava due anni e dava accesso a lavoro, edilizia popolare e prestazioni sociali. A seguito di tale abolizione, e visti i canoni restrittivi e la durata limitata dei nuovi permessi speciali 'sostitutivi', allo scadere dei due anni di validità delle protezioni già concesse migliaia di persone che non avranno la possibilità di convertire il loro permesso in un permesso per motivi di lavoro o studio verranno escluse dall’erogazione dei servizi. Questo significa che molti e molte di loro non avranno un posto in cui vivere e i giovani verranno esclusi dal percorso scolastico e dalle attività in cui sono impegnati".


Da qui la richiesta al Comune di Alba e ai Comuni limitrofi di "dimostrare la volontà di agire concretamente per tentare di cambiare lo scenario drammatico che abbiamo di fronte e salvare il lato umano delle istituzioni", sottoscrivendo il modello di delibera predisposto da Alterego e col quale confutare la parte della normativa in cui viene impedita l’iscrizione all’anagrafe al richiedente titolare di un permesso di soggiorno per richiesta asilo.

In particolare si invita il Comune di Alba "ad aderire all’iniziativa intrapresa da altri Comuni italiani", ma anche "di farsi promotore di tale iniziativa anche con i Comuni limitrofi, per creare una rete virtuosa nel territorio delle Langhe e del Roero, intavolando un confronto sugli effetti di tale decreto dal punto di vista sociale, umanitario, economico e della sicurezza".


Per farlo il gruppo albese ha lanciato la raccolta di firme cui è possibile aderire tramite la rete, fino al prossimo 25 febbraio, ma anche in forma cartacea tramite i punti di raccolta ospitati dalle Librerie La Torre e Milton.

"Le firme cartacee, che raccoglieremo parallelamente chiuderanno il 23 febbraio con una raccolta sul posto in occasione della serata 'Amori clandestini', che il nostro collettivo organizza in collaborazione col Circolo Arci Cinema Vekkio di Corneliano. La settimana seguente, le presenteremo al Comune di Alba".

Ezio Massucco

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