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Al Direttore | 12 febbraio 2019, 14:31

Mondovì, i consiglieri di centrodestra non hanno dubbi: "Su Sacra Famiglia servono decisione e corretta informazione"

"Fa specie che la stragrande maggioranza delle case di riposo (Ipab) come la Sacra Famiglia scelgano di trasformarsi in Fondazione di diritto privato"

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Gentile Direttore,

da mesi prosegue il dibattito in città sulla trasformazione giuridica che la legge impone alla casa di risposo Sacra Famiglia. L’ente si trova davanti ad un bivio e deve scegliere tra le due strade possibili, pubblico o privato.

I riflessi di tale trasformazione sottoporranno l'Ente a un non facile riassetto organizzativo e gestionale. Sarà un passo di fondamentale importanza per continuare a garantire l’eccellenza del livello dei servizi a favore dei nostri concittadini più anziani e deboli nonchè per tutelare i circa 60 lavoratori della struttura. Indubbiamente una decisione importante che andava presa da tempo, ma nessuno decide e si rischia il commissariamento.

Per questo abbiamo interrogato, per ben due volte, il Sindaco per conoscere la sua posizione: le risposte sono state evasive, per nulla puntuali e la richiesta audizione al consiglio comunale del Presidente della casa di riposo dopo diversi mesi continua a farsi attendere. E intanto nessuno decide.

A tutt’oggi non sappiamo quale sia la posizione dell’Amministrazione Comunale (ricordato che il comune di Mondovì è‘l’azionista di maggioranza del Sacra Famiglia) in merito alla questione; il CDA dell’ente è chiaramente spaccato e al centro, purtroppo, di una disputa politica con tanto di pressioni sui consiglieri di amministrazione per condizionare a favore di una scelta piuttosto che un’altra. E si continua a non decidere.

La paradossale situazione di stallo che sta vivendo l’ente fa si che da più parti giungano interventi e dichiarazioni, alcune delle quali lasciano non poche perplessità. Recentemente per voce di un sindacalista abbiamo letto: «Potrà essere il business di un privato a scegliere le sorti del nostro futuro?» e poi ancora per bocca del Presidente del S. Famiglia: «Quale modello assistenziale vogliamo? Quello pubblico, senza fini di lucro, dove lo Stato non delega ai privati la propria funzione e mantiene il controllo o il modello privatistico, dove il pubblico fa un passo indietro a vantaggio dei privati».

Per dovere di corretta informazione è necessario che tutti sappiano che queste sono dichiarazioni scorrette e se non corrispondenti al vero quantomeno gravemente fuorvianti o faziose. E’ sufficiente leggere l’Articolo 10 della legge regionale n. 12 del 2 agosto 2017 che recita: «L’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona ha personalità giuridica di diritto pubblico e non ha fini di lucro», articolo 28 della stessa Legge «Le Fondazioni di diritto privato risultanti dalla trasformazione delle Ipab (come la Sacra Famiglia) sono persone giuridiche senza fini di lucro».

Dunque, in entrambi i casi, si tratta di gestioni senza fini di lucro, nessun business, nessuno Stato che delega ai privati. Siamo certi che anche in futuro, indipendentemente dalla scelta, il Comune e il Vescovo rimarranno tra gli enti che nominano i membri del Consiglio di Amministrazione e che decidono tramite i loro rappresentanti le sorti della casa di riposo.

Perché allora dire o lasciare intendere che nell’ipotesi della Fondazione si consegnerebbe la Sacra Famiglia a dei privati? È forse questo lo sciacallaggio, di cui abbiamo sentito parlare e dal quale occorre difendere gli interessi della Sacra Famiglia? Ci troviamo forse di fronte una contesa politica che sta inopportunamente condizionando il futuro dell'Ente? Speriamo vivamente che il Sindaco mantenga gli impegni presi e che in consiglio comunale si possano avere finalmente delle risposte chiare.

Nel contempo nessuno decide e il commissariamento dell’ente diviene sempre più probabile: nel caso venisse nominato un commissario (con tanto di compenso economico) che per districare la complessa burocrazia necessaria per la trasformazione giuridica dell’Ente dovrà probabilmente avvalersi di consulenti, tutti pagati con i soldi della struttura. Una responsabilità, quest’ultima, che qualcuno dovrà assumersi.

Nel merito della scelta, però, la cosa che più di altre fa riflettere è che la stragrande maggioranza delle case di riposo (Ipab), come la Sacra Famiglia si sono trasformate in Fondazione di diritto privato. Speriamo davvero che le decisioni che verranno prese siano nell'interesse esclusivo del Sacra Famiglia.

Grazie,

i Consiglieri di opposizione del Centro Destra di Mondovì

Guido Tealdi

Laura Barello

Luciano D’Agostino

Giampiero Caramello

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