/ Politica

Che tempo fa

Cerca nel web

Politica | 12 febbraio 2019, 11:24

At-Cn, sale il livello della protesta: manifestazione al Bergoglio per chiedere l’ultimazione dell’autostrada

Venerdì a Cuneo si decidono i dettagli di una mobilitazione che partirà dal sit-in in programma a fine mese presso la salita del Bergoglio e proseguirà sotto gli uffici del ministro Toninelli a Roma

La protesta dello scorso novembre a Cuneo. E' ora di un cambio di passo?

La protesta dello scorso novembre a Cuneo. E' ora di un cambio di passo?

Mentre l'arretramento elettorale fatto registrare dal M5S alle recenti regionali abruzzesi viene letto dagli osservatori come una pietra tombale sulle già scarse possibilità di proseguimento del Tav Torino-Lione, il fronte Asti-Cuneo torna a scaldarsi con le nuove iniziative di protesta in via di organizzazione da parte dei sindaci del territorio, cui nessun concreto segnale è finora giunto dopo l’incontro col ministro Toninelli dello scorso 26 settembre e dopo l’iniziativa che il 16 novembre ha portato gli stessi primi cittadini a protestare sotto i balconi della Prefettura di Cuneo.

In questo senso scarsamente confortanti sono parse le generiche rassicurazioni che lo stesso Toninelli ha recentemente affidato a una più ampia diretta Facebook dedicata al tema delle grandi opere. Pochi secondi per dire, appunti alla mano, che il Governo sta "inteloquendo col concessionario" (circostanza che peraltro non troverebbe riscontri da parte delle autorità del territorio) alla ricerca di una soluzione che non preveda la proroga delle concessioni al gruppo Gavio e nemmeno gli aumenti tariffari che secondo lo stesso ministro sarebbero invece previsti dal famoso accordo di "cross financing" siglato dal suo predecessore Graziano Delrio e congelato dall’attuale esecutivo quando, come noto, alla sua esecutività sarebbe mancato solamente il visto del Cipe.

Mentre le affermazioni del ministro pentastellato sugli aumenti tariffari sono intanto messe in discussione dalle segreterie Cgil di Cuneo e Asti, cofirmatarie nei giorni scorsi dell'ennesimo appello per la ripresa dei cantieri, i sindaci e le autorità della Granda tornano a guardare alla strada di una mobilitazione che si spera possa dare migliori risultati di quella andata in scena in novembre.

I dettagli saranno definiti nel corso di un incontro che il presidente provinciale Federico Borgna ha convocato per questo venerdì a Cuneo, invitandovi tutti i 247 primi cittadini della Granda. Al momento l’ipotesi maggiormente accreditata è quella di una nuova manifestazione di protesta da promuoversi per la giornata del prossimo martedì 26 febbraio, non più sotto i balconi della Prefettura, in centro a Cuneo, ma in strada, presso la salita del Bergoglio a Roreto di Cherasco, una tratta attraversata quotidianamente dalle migliaia di Tir che potrebbero utilizzare l’autostrada se questa fosse completamente percorribile.

Dopodiché gli stessi primi cittadini inizierebbero un presidio permanente che, dopo un primo passaggio sotto la Prefettura cuneese, li porterà a fare sentire le ragioni del territorio presso il Ministero delle Infrastrutture a Roma.

 



Basterà a fare sentire anche nella Capitale le sacrosante ragioni della Granda? Il periodo elettorale non promette di aiutare le ragioni dell’unità anche politica a sostegno della mobilitazione, ma certamente i tempi sono maturi per un cambio di passo nel livello della protesta.

Ezio Massucco

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium