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Cronaca | 14 febbraio 2019, 07:40

“La popolazione non viva nell’ansia”: a Paesana, dopo i furti, consigli e rassicurazioni sul tema della sicurezza

Martedì la serata proposta dalla minoranza in Consiglio comunale. Presenti sindaco, Giunta, opposizione e il comandante della locale stazione dei Carabinieri. Si è tornati a parlare di sistemi di videosorveglianza. Fabio Gottero: “Bisogna alzare la voce con il prefetto”

L'incontro sulla sicurezza tenutosi a Paesana

L'incontro sulla sicurezza tenutosi a Paesana

Una sessantina di persone hanno preso parte – martedì sera (12 febbraio) – all’incontro tenutosi a Paesana sul tema della sicurezza.

Alla serata, richiesta dall’opposizione in Consiglio comunale, hanno preso parte il sindaco Mario Anselmo, insieme al vice Emanuele Vaudano e all’assessore Silvia Da Re, i consiglieri di minoranza Sergio Beccio e Fabio Gottero e il comandante della stazione dei Carabinieri di Paesana, Maurizio Galmuzzi.

LA VIDEOSORVEGLIANZA…

L’installazione di un sistema di videosorveglianza ha tenuto banco per buona parte dell’incontro.

Il sindaco Anselmo ha parlato di una rete di telecamere in grado anche di leggere le targhe per risalire a eventuali veicoli rubati: “Se n’è già parlato a livello di Unione dei Comuni, ma lo completerà la prossima Amministrazione. – ha detto Anselmo, in scadenza di mandato – Oltre ai varchi d’accesso al paese, il Comune individuerà alcuni luoghi critici dove installare ulteriori occhi elettronici”.

Proprio sulla presenza in paese di telecamere a circuito chiuso Sergio Beccio è tornato sulla proposta, avanzata dalla minoranza stessa, “presentata un anno fa”.

… E LE POCHE RISORSE A DISPOSIZIONE

Nei cassetti del Comune c’è già un progetto per un sistema di videosorveglianza. A confermarlo Eugenio Depetris, tecnico informatico che ha curato l’installazione delle 23 telecamere che “presidiano” Crissolo.

Con la rete internet che ci ritroviamo – ha però sottolineato – è utopistico pensare ad un sistema unificato a livello di Unione: ogni comune faccia il suo, in modo tale da poter controllare punti critici del paese. Nel 2020, con l’arrivo della fibra, potremo magari valutare un sistema unico”.

La domanda sorge però spontanea: se il progetto è già stato stilato, cosa manca alla realizzazione dell’impianto di “occhi elettronici”?

I soldi, stando a quanto ha spiegato il sindaco Anselmo, supportato dalle parole del “suo” vice Vaudano (“I soldi sono pochi ed è sempre brutto decidere dove spenderli. Ci troveremo ad avere sempre meno risorse”).

Dobbiamo cercare progetti e finanziamenti – ha suggerito Beccio - a volte ce ne sono di interessanti, ma non vengono guardati con attenzione”.

“LA POPOLAZIONE VIVE UNO STATO D’ANSIA”

L’incrementarsi di furti – ha aggiunto Beccio – fa sì che peggiori lo stato d’ansia della popolazione, anche a causa dei sistemi di comunicazione veloce: pensiamo ai 250 utenti del gruppo WhatsApp ‘Ladri a Paesana’ che sanno, in contemporanea, che sta succedendo qualcosa.

Ciò può indurre in uno stato di agitazione che, se da una parte è giusto come allerta, dall’altra non è un modo per vivere sereni.

Bisognerebbe cercare di anticipare i fatti sono successi a Barge (in riferimento all’omicidio di Anna Piccato: ndr): fino ad ora i furti sono stati abbastanza limitati, senza danni alle persone. Non bisogna raggiungere il limite: mamme, bambini e anziani possono essere realmente preoccupati.

Non vale il ragionamento dell’‘Io sono armato’: non abbiamo la stoffa del cow boy.

Le guerre si vincono quando non si combattono: sarebbe bene, da parte dei privati, non tirare fuori le armi”.

L’APPREZZAMENTO PER IL LAVORO DEI CARABINIERI

Tutti i presenti alla serata sono convenuti in un apprezzamento per il “grande lavoro” svolto dall’Arma dei Carabinieri.

Una sera, dopo aver notato un’auto sospetta – ha detto Beccio – ho fatto il 112 e, dopo cinque minuti, sono stato ricontattato, ricevendo rassicurazioni sulla vettura, che era assolutamente in regola”.

Si è anche parlato del passato. Di quando, anni fa, dopo un’analoga serie di furti “vi fu – ha ricordato Gottero – per alcuni giorni una grande mobilitazione di forze dell’ordine, che si rivelò un grande deterrente”.

“NELLE BORGATE PUÒ ESSER UTILE ANCHE SOLO UN FISCHIETTO”

Ci sono sistemi di allerta – dirà ancora Beccio - che possono diventare efficaci. Pensiamo, all’interno di una borgata, ad un fischietto, usato in caso di movimenti sospetti: tutti lo sentono. Si tratta di un metodo già utilizzato, e che in alcuni casi ha funzionato”.

L’ESPERIENZA DI SANFRONT

Emidio Meirone, sindaco di Sanfront, era anche presente alla serata. Ha portato l’esempio del suo paese, dove sono state installate due videocamere: “Abbiamo azzerato i furti al cimitero e ridotto di gran lunga l’abbandono di rifiuti in una determinata zona del Mombracco.

A qualcuno – ha aggiunto il sindaco - non piace l’uso dei social, ma può essere utile. Siamo in una zona tranquilla, grazie a chi vigila e alla collaborazione tra i Comuni”.

“DOBBIAMO FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE”

Come muoversi dunque, escludendo l’utilizzo dei sistemi tecnologici?

Abbiamo subito, nel giro di 15 giorni, quasi un furto al giorno. – le parole di Gottero – I ladri vengono qui e sanno che c’è un territorio sfornito di difesa, non per mancanza di Carabinieri o per Amministrazioni inefficienti.

All’Unione chiediamo una pressione politica affinché i servizi tolti vengano rimpinguati: deve alzare la voce con il Prefetto. Due caserme di Carabinieri (Revello e Paesana: ndr) non possono controllare un territorio grande come metà Torino. Dobbiamo recuperare la voglia di farci portatori di istanze. Dobbiamo reclamare il fatto che siamo cittadini che pagano le tasse e che hanno bisogno di presidi territoriali”.

I CONSIGLI DEI CARABINIERI

A “chiosare” i tanti interventi della serata è stato il maresciallo Galmuzzi, che non è entrato nel merito sulla discussione legata ai dettagli tecnici della videosorveglianza e, men che meno, sulle scelte politiche circa la realizzazione del sistema di telecamere.

Posso però dire che la telecamera montata in casa può essere un deterrente. Servono sempre. Consiglio una ‘difesa passiva’: i furti non sono mai indirizzati verso qualcuno.

Abbiamo bande che arrivano, agiscono senza valutare orari, entrano nelle case non appena fa buio. Può esser utile lasciare qualche luce accesa, ma è ancor più importante la condivisione della sicurezza tra vicini. Sembra banale ma in realtà non lo è: capita che nei condomini qualcuno entra in casa, spacca porta, sfonda un muro, prende la cassaforte e nessuno sente niente.

Esorto sempre a chiamare il 112 per ogni segnalazione di movimenti sospetti: anche se poi si rivelano infondate, non è mari tempo perso. La ‘Mazda’ che abbiamo inseguito nei giorni scorsi è stata intercettata proprio dopo una segnalazione venuta da Sanfront.

Attenzione anche ai gruppi WhatsApp: non hanno ancora una valenza universale. Quello che si scrive lì sopra non arriva a noi: questo per dire che, se vedete qualcosa di strano, è opportuno metterci in condizione di saperlo. Se ne palate solo tra voi, ma noi veniamo magari a saperlo dopo giorni, non serve a nulla.

Mi sentirei comunque di dire alla popolazione di non vivere in uno stato di ansia e angoscia”.

Nicolò Bertola

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