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Cronaca | 14 febbraio 2019, 16:43

Otto anni di carcere per due dei tre fratelli Betea, responsabili dello stato vegetativo irreversibile di Gorancho Georgiev

La brutale aggressione avvenne nel marzo 2016 a Castiglione Tinella, di fronte ai figli della vittima. Da allora l'uomo è ricoverato in una struttura specializzata di Marene

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Otto anni di reclusione per tentato omicidio e rissa, a fronte delle condanne a 10 anni richieste dal pubblico ministero Luciano Tarditi.

E’ la sentenza di primo grado, con rito abbreviato, emessa quest’oggi dal giudice del Tribunale di Asti Federico Belli, a carico di due fratelli rumeni, Adrian e Valentin Betea. 1 anno, solo per rissa, per il terzo fratello Alin Florin (l'unico presente in aula oggi) in merito ad un fatto verificatosi poco meno di tre anni fa a Castiglione Tinella.

Nello specifico, il gravissimo episodio risale alla sera del 28 marzo 2016, giorno di Pasquetta, quando gli imputati avrebbero aggredito con altri connazionali, Gorancho Georgiev 39 anni, macedone, riducendolo in fin di vita e un amico, il connazionale Tony Fidancho che riportò ferite gravissime (trauma cranico, fratture pluriframmentarie del femore). Il tutto per futili motivi "condominiali" riguardo uno spazio condiviso. Furono i cittadini rumeni, tra l'altro a contattare i carabinieri per uno spazio, a loro dire, impropriamente utilizzato dai macedoni. 

La rissa scoppiò dopo l'intervento dei Carabinieri.

Georgiev e Tony furono picchiati selvaggiamente con mazze e bastoni (presumibilmente una mazza di ferro) davanti a tre dei quattro figli di Gorancho.

Una tesi avversata dalla difesa degli imputati, rappresentati dagli avvocati Aldo Mirate e Chiara Pescarmona, secondo cui le ferite alla testa riportate dall’uomo sarebbero invece da correlare a una rovinosa caduta a terra durante un tentativo di aggressione verificatosi nel corso di un’accesa discussione.

Resta il fatto che quella sera di tre anni fa il secondogenito di uno degli aggrediti – un ragazzino che all’epoca aveva 11 anni e che, insieme alle sorelline gemelle di 7 anni, assistette impotente al pestaggio dal balcone di casa – mandò un messaggio alla madre, uscita poco prima con l’auto per andare a riprendere la figlia maggiore, scrivendole di tornare subito indietro perché “Hanno picchiato papà”. Oggi in aula è stata prodotta anche una sequenza di immagini girata proprio dal balcone di casa, mentre si vede uno degli imputati lavare il sangue dal cortile.

In seguito a quel tragico episodio, Gorancho, ex militare che lavorava come bracciante agricolo presso un’azienda della zona, giace in stato vegetativo in una struttura ospedaliera specializzata di Marene. Da allora la moglie e due dei quattro figli, costituitisi parte civile per tramite degli avvocati Gianluca Bona e Mattia Alfano, portano avanti tra mille difficoltà la loro battaglia di giustizia. Gli altri due figli sono assistiti dall'avvocato Raffaele Pellegrino.

Tony Fidancho è assistito dall'avvocato Maria Cristina Marcarino di Alba.

Il giudice ha richiesto una provvisionale a titolo di risarcimento immediatamente esecutiva di 100.000 euro per la vittima, 100.000 euro per la moglie, 30.000 per Fidanko, 50.000 per ognuno dei 4 figli.

Al termine della sentenza la moglie Miranka ha detto "Otto anni sono pochi, mio marito non ritornerà mai più dai suoi figli".

Betty Martinelli e Gabriele Massaro

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