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Politica | 16 febbraio 2019, 11:00

#controcorrente: il “burattino” detto a Conte al Parlamento europeo è un insulto per tutti i cittadini italiani

Il presidente del Consiglio, pur con i comprensibili distinguo, doveva essere difeso dall’intera politica italiana. Altrimenti è come veder screditare tuo padre, ma non correre in suo soccorso perché con lui hai litigato. Nel nostro Paese manca il senso delle Istituzioni e il rispetto di chi le rappresenta

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Lo scorso 12 febbraio il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante una seduta del Parlamento europeo, è stato duramente attaccato dal belga, leader dei liberali, Guy Verhofstadt. Pur ricordando che “l’Italia è il luogo dove è nata la civiltà europea” e che “la degenerazione politica attuale” del nostro Paese “è iniziata almeno vent’anni fa”, Verhofstadt ha chiesto al premier: “Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Salvini e di Maio?”.  

Si può condividere nulla dei provvedimenti messi in campo dal Governo Lega-5 Stelle - tra l’altro l’unico possibile dopo le elezioni del 4 marzo 2018 -, ma non si possono accettare gli insulti perché offendono l’intera nazione. Chi rappresenta le Istituzioni di un Paese, in quel momento rappresenta tutti i cittadini di quel Paese.

Di conseguenza, Conte, pur con i comprensibili distinguo, doveva essere difeso dai politici di tutti i partiti. Altrimenti è come veder screditare tuo padre, ma non correre in suo soccorso perché con lui hai litigato. Ecco cosa manca in Italia: il senso delle Istituzioni e il rispetto di chi le guida.

Salvini e Di Maio non sono andati al potere da soli, ma ce li hanno mandati gli italiani. A grande maggioranza. E Conte, pur non essendo stato eletto, è stato scelto da loro come persona capace di mediare le difficoltà del contratto di governo firmato da Lega e 5 Stelle.

Se la situazione non va più bene, in democrazia c’è un’unica via maestra: votare di nuovo. Ma è una strada difficile da percorrere quando le opposizioni non graffiano, in quanto prima devono nascondere sotto il tappeto la polvere che hanno sollevato e di cui si sono nutriti per anni.

Solo quando ci sarà un’alternativa credibile si potrà mandare a casa Conte. Evitando, però, di dirgli che è un burattino.  

#controcorrente

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