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In&Out | 17 febbraio 2019, 14:33

Quattro chiacchiere con Maria, au pair a Cos Cob, Connecticut: "Sono partita per necessità di fare nuove esperienze"

"Di casa mi mancano tante piccole cose che prima davo per scontato... ma non sono ancora pronta a dire goodbye all'America!"

Maria Dadone

Maria Dadone

- Maria, raccontaci di come e perché hai deciso di iniziare questa esperienza all'estero.

Finite le superiori ho iniziato a pensare a cosa potevo fare della mia vita. Ho pensato all università ma non avevo la testa di iniziare a studiare a quel tempo; ho pensato di lavorare ma non mi sentivo ancora pronta; sentivo il bisogno di staccare e vivere nuove esperienze. Cercando su internet ho trovato questo programma che mi offriva la possibilità di trasferirmi per un anno in America. Gli Stati Uniti sono sempre stati un grande sogno per me fin da piccola e parlando con i miei genitori ho deciso di iscrivermi: ci sono voluti diversi mesi prima di partire e nel mentre ho fatto alcuni lavori per mettermi da parte dei soldi.

- In cosa consiste, nella pratica, essere una ragazza "au pair"? In cosa si è rivelata un'esperienza edificante?

Essere au pair significa fare da babysitter a dei bambini e vivere nella famiglia per cui si lavora. Mi occupo di preparare i pasti alle bambine, portarle a scuola, portarle alle varie attività, aiutarle con i compiti. Mi prendo cura di due bambine molto dolci ma anche molto energiche di 5 e 8 anni che sono ormai diventate come due sorelline per me.

Quest’esperienza è diventata più di solo un esperienza per me: ho avuto la possibilità di estendere il contratto per un altro anno, infatti sono quasi alla fine del secondo, e ho incontrato persone fantastiche, viaggiato in posti che non avrei mai pensato come Messico, Canada, ho vissuto il sogno californiano, visito molto spesso New York essendo a un'ora di treno da casa mia. È un esperienza che ti cambia completamente, ti fa crescere, diventare indipendente e conoscere persone da tutte le parti del mondo!

- Parlaci un po' di Cos Cob. Quanto è stato difficile arrivarci passando da un centro come Peveragno?

Cos cob in realta è una frazione del paese Greenwich in Connecticut. È uno dei paesi più benestanti di tutti gli Stati Uniti, sicuro e molto tranquillo: Greenwich si trova sull'oceano, andare in spiaggia d'estate è bello e comodo ma ci sono anche molti ristoranti e bar, anche se spesso i giovani la sera si trovano nella vicina Stamford.

La differenza tra Peveragno e Greenwich è il paesaggio... ma dalla parte della tranquillità di assomigliano molto!

- Da qui abbiamo certi inevitabili pregiudizi sugli americani. Puoi parlarci delle persone di Cos Cob e di quelle che hai conosciuto?

In quasi due anni ho avuto la possibilità di conoscere molta gente: americani, sud americani, au pair da tutte le parti del mondo e anche italiani. Ho fatto amicizia con diverse persone, addirittura con alcune che vivevano poco lontano da Peveragno: penso sia la cosa più bella dell esperienza il conoscere persone e culture diverse ogni giorno.

Gli Stati Uniti sono un paese che ha al suo interno persone da tutto il mondo quindi ormai non si può più parlare di “americani” perché ognuno in realtà viene da altri paesi. Quello che mi piace è che tutti hanno una mentalità molto aperta ed ospitale. Basti pensare al programma Au Pair: famiglie accolgono ragazze sconosciute da altri stati, cosa che in Italia si vede raramente e invece qua è molto comune. Devo dire che è molto difficile sentirsi soli o non fare amicizia.

Ovviamente però gli Stati Uniti sono molto grandi e con stili di vita, mentalità, persone diverse quindi non si può parlare in generale. Da subito mi hanno fatto tutti sentire a mio agio e non ho mai avuto grandi problemi di nostalgia.

- Cosa ti manca, di più, della nostra provincia?

Di casa mi manca la mia famiglia, i miei amici, le lasagne di mia mamma la domenica a pranzo. Mi manca mia nonna con la sua frittata e le polpette e il fatto che anche se non avevo fame mi faceva mangiare lo stesso, andare al bar la sera con i miei amici per l'aperitivo, le passeggiate tra le campagne cuneesi. Mi manca il "Natale in contrada" di Peveragno, andare dal panettiere a comprare la focaccia, passeggiare sotto i portici a Cuneo mangiando il gelato, litigare con i miei fratelli e giocare con il mio cane. Mi mancano tante cose che prima davo per scontate e noiose ma che quando vivi lontana da casa rivelano la propria importanza.

Non ne ho idea di cosa mi aspetta nel mio futuro, ho solo 21 anni e ho ancora tanto da imparare e scoprire. Ho dei progetti che se la fortuna è dalla mia parte si avvereranno ma lo scopriremo solo vivendo; tornerò questa primavera per rivedere Peveragno, i miei genitori, i miei fratelli e amici ma so che non ho ancora finito qua, non sono ancora pronta a dire goodbye all’America!

simone giraudi

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