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Politica | 17 febbraio 2019, 15:09

Amministrative 2019: il sindaco di Priola in bilico fra la ricandidatura e le regionali (intervista)

Luciano Sciandra riflette sul proprio futuro: "A prescindere dalla mia decisione, desidero essere espressione del nostro territorio"

Amministrative 2019: il sindaco di Priola in bilico fra la ricandidatura e le regionali (intervista)

Fra poco più di tre mesi anche i residenti del Comune di Priola, come molti altri abitanti del Cuneese, dovranno recarsi alle urne per eleggere il loro prossimo primo cittadino: che si tratti di una riconferma o di un volto nuovo, tuttavia, non è dato saperlo. Ad oggi, almeno.

Sì, perché il sindaco uscente, Luciano Sciandra, non ha ancora sciolto le riserve sul proprio avvenire e, per sua stessa ammissione, non lo farà sino a fine mese. Il motivo? Una riflessione, lunga e scrupolosa, che termina in una duplice diramazione, o, per meglio dire, in un bivio: da una parte la ricandidatura, dall'altra la corsa alla Regione.

Luciano Sciandra, il 2019 per il Suo Comune è un anno elettorale: si ricandiderà a ricoprire il ruolo di sindaco di Priola?

"In tutt'onestà non ho ancora maturato la mia decisione definitiva. Potrei ricandidarmi oppure tentare la strada delle regionali: sarebbe l'occasione per fare finalmente sentire la voce della val Tanaro e dei piccoli Comuni del Cuneese. Voglio essere espressione del nostro territorio e mi accontenterei di uno stipendio normale, che pareggiasse ciò che guadagno oggi e coprisse le spese. La porzione rimanente del mio onorario la destinerei a un fondo per le persone bisognose e per le associazioni di volontariato che, di questi tempi, faticano a reperire contributi".

Qual è o quali sono i progetti più importanti che ha curato da vicino in questi 5 anni?

"Purtroppo ci siamo dovuti dedicare principalmente alla realizzazione di opere post-alluvionali e grazie ai fondi pervenuti dalla Regione e dallo Stato e ai fondi ATO metteremo in sicurezza il territorio. Vi sono poi due iniziative di cui vado fiero: la prima di esse si chiama 'Tre Comuni non comuni' ed è in sinergia con i Comuni di Bagnasco e Nucetto. Il progetto, ideato da Pietro Contegiacomo, consiste nell'attrezzare i nostri territori al fine di renderli idonei all'accoglienza delle persone affette da qualunque tipo di disabilità. Il nostro è un territorio che si presta bene per questo tipo di turismo: occorre lavorare sulle strutture ricettive, indubbiamente, in modo che siano accessibili alle persone meno fortunate, e anche sui parchi, che noi personalmente stiamo dotando di giochi condivisi, in grado di garantire momenti ludici a tutti i bambini. Infine, grazie a un bando regionale da 125mila euro circa, ad aprile avvieremo i lavori di ricostruzione della pista ciclabile che conduce sino a Garessio, auspicando che torni ad essere fruibile entro l'estate. Approfitto di questo spazio per ringraziare lo Stato, la Regione Piemonte e le Fondazioni CRC e CRT per il sostegno dimostrato negli anni".

Qual è la fotografia attuale del tessuto socio-economico di Priola?

"Parliamo indubbiamente di un tessuto fragile, legato principalmente alle attività industriali insistenti sul territorio di Garessio e agli artigiani e ai piccoli imprenditori che, malgrado una burocrazia incredibile e combattendo contro spese di trasporto altissime e una viabilità ardua, resistono e vanno avanti. Vi è poi un altro aspetto da evidenziare: i giovani priolesi non trovano opportunità lavorative e sono costretti ad allontanarsi dalla vallata, impoverendola. Vengono così a mancare i servizi, anche e soprattutto per le persone anziane: serve una politica sull'industria che attinga dai fondi europei per finanziare nuovi insediamenti".

Priola è un Comune non troppo distante dalle piste da sci di Garessio: quali ricadute genera la montagna sul vostro territorio comunale?

"Genera ricadute importanti, perché la gente magari torna a Priola e apre le seconde case proprio per godersi un fine settimana sulle piste da sci garessine. Speriamo che nei prossimi anni gli impianti si sviluppino ulteriormente".

Nell'ultimo quinquennio in cosa è migliorato il Suo Comune?

"Nelle infrastrutture, senza dubbio. Abbiamo risistemato le strade e siamo stati fra i primissimi Comuni della 'Granda' a ristrutturare e riqualificare l'illuminazione pubblica".

Su quali settori, invece, è necessario lavorare ancora nei prossimi anni?

"Come asserivo in precedenza, mancano i servizi, anche e soprattutto per gli anziani, che spesso non possono muoversi autonomamente o possono compiere soltanto minimi spostamenti. Sarà necessario dunque supportare le piccole attività commerciali. Mancano inoltre opportunità di lavoro, un obiettivo su cui lavorare nel prossimo quinquennio, al pari della necessità di far fermare i turisti che nei fine settimana attraversano la vallata".

Alessandro Nidi

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