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Attualità | 18 febbraio 2019, 08:15

Carenza di medici di famiglia e code interminabili: artigiani monregalesi in protesta

Dopo le grandi difficoltà create dall'avvento della fatturazione digitale, la sezione monregalese della Confartigianato Cuneo evidenzia una problematica nota da tempo

Paolo Manera, presidente della zona di Mondovì della Confartigianato Cuneo

Paolo Manera, presidente della zona di Mondovì della Confartigianato Cuneo

Artigiani monregalesi di nuovo in protesta: dopo le grandi difficoltà create dall'avvento della fatturazione digitale, i membri della sezione di Mondovì della Confartigianato Cuneo evidenziano una problematica nota da tempo.

"In questi giorni - afferma il presidente di zona, Paolo Manera - si fa un gran parlare della necessità di aumentare il numero di medici di famiglia. A tal proposito, mi duole ammettere che da tempo gli artigiani rinunciano alla medicina pubblica a beneficio di quella privata, in quanto le code dal dottore sono divenute lunghissime. Un artigiano che lavora tutto il giorno non può permettersi di attendere ore e ore in fila presso uno studio medico, magari soltanto per chiedere una ricetta o ottenere una visita. Non è concepibile che un artigiano non possa utilizzare un servizio per il quale paga mediante il versamento dei contributi".

La questione, tuttavia, è di più ampia portata: "Ci sono troppi pochi medici rispetto ai pazienti, soprattutto nelle valli - prosegue Manera -. Sorge, a questo punto, anche un problema sociale: gli anziani non possono lasciare le proprie abitazioni, dunque i Comuni devono riuscire a trovare il modo di erogare un servizio che consenta di raggiungere il medico di famiglia nel raggio di pochi chilometri. Inoltre, dev'essere incrementata esponenzialmente la quantità di dottori per abitante, al fine di diminuire le code".

"D'altro canto - conclude Manera - già nel 1994 la legge Carlotto diceva che i centri d'assistenza sanitaria dovevano essere diffusi anche nelle valli, così da dare la possibilità agli abitanti locali di scegliere in totale autonomia il luogo in cui risiedere. Accentrare i servizi nelle realtà metropolitane, come si sta facendo ultimamente, causa lo spopolamento delle vallate"

Alessandro Nidi

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