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Agricoltura | 19 febbraio 2019, 07:45

L’esperienza degli studenti dell’Istituto Agrario di Cuneo nel corso di trasformazione ortofrutticola (FOTO)

Sono una quarantina di ragazzi della quarta e della quinta C, seguiti dai docenti Roberto Fusta e Ornella Michelis con il supporto di AgenForm. Stanno imparando l’intero processo: dalla preparazione dei prodotti all’etichettatura. A insegnare loro i passaggi è Sabrina Veglia dell’azienda agricola “L’Ostal” di Valgrana. Gli allievi dimostrano molto interesse e attenzione

La classe quinta C, con il docente Roberto Fusta, nel laboratorio di trasformazione

La classe quinta C, con il docente Roberto Fusta, nel laboratorio di trasformazione

Una quarantina di studenti della quarta e della quinta C dell’Istituto Tecnico Agrario “Virginio” di Cuneo-indirizzo “Produzioni e trasformazioni” stanno partecipando a un corso di quindici ore nel laboratorio di trasformazione del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari di piazza Torino, nel capoluogo della “Granda”.

L’iniziativa è stata coordinata dal docente dell’Agrario, Roberto Fusta, con la collega Ornella Michelis, in collaborazione con il Consorzio AgenForm-Agenzia dei servizi Formativi della Provincia di Cuneo che, nella stessa sede universitaria, sta gestendo i corsi post-diploma di Tecnico superiore della Trasformazione ortofrutticola programmati dalla Fondazione Istituto Tecnico Superiore (Its) Agroalimentare del Piemonte.

“Il nostro Istituto - spiega Fusta - è entrato a far parte della Fondazione. In questo modo abbiamo potuto chiedere l’appoggio all’AgenForm, perché al “Virginio” non siamo dotati di uno spazio attrezzato per intraprendere questo percorso. Avendo come scuola l’azienda agricola a Madonna dell’Olmo, dove coltiviamo alcune varietà di ortofrutta, volevamo offrire ai ragazzi l’ulteriore opportunità di comprendere nel concreto come avviene la trasformazione dei prodotti raccolti. In sostanza, dal campo alla tavola. Stiamo lavorando con le mele, le pere e le zucche”.

Come è impostato il corso? “Nell’Istituto prepariamo i ragazzi dal punto di vista teorico sul processo trasformativo ed effettuiamo la parte di analisi delle tre colture: zuccheri presenti, acidità, ecc. Poi, nel laboratorio universitario c’è come docente Sabrina Veglia dell’azienda agricola “L’Ostal” di Valgrana che, nella sua attività di ogni giorno, si occupa proprio di lavorare i prodotti ottenuti attraverso l’attività nei campi. Con lei stiamo imparando tutti gli accorgimenti e i “segreti” della trasformazione: dalla preparazione della frutta e della verdura all’utilizzo dei macchinari innovativi a disposizione per operare; dal confezionamento alla sterilizzazione dei barattoli, all’etichettatura, conforme alla normativa, per la commercializzazione. In modo da ottenere un prodotto finito”.

Ma non solo. “Nell’ultima parte del corso, grazie ad altri esperti del settore, abbiamo previsto una parte di degustazione e di comparazione con le produzioni industriali. L’obiettivo è di far comprendere ai ragazzi il valore aggiunto in qualità e sapore di un preparato artigianale rispetto a quelli lavorati in grandi numeri”.

Cosa state realizzando nel concreto? “Una marmellata di pere con lo zafferano della Valle Grana per legarla al territorio, un’altra marmellata di mele con lo zenzero e una confettura di zucche da spalmare. L’obiettivo, grazie alla copertura autorizzativa-sanitaria dell’azienda “L’Ostal”, è poi quello di mettere in vendita i tre prodotti all’interno dell’Istituto”.

Siete soddisfatti dei risultati ottenuti fino a ora? “Certamente, perché riusciamo a offrire ai ragazzi degli insegnamenti pratici e importanti per aumentarne la competenza e la professionalità. Tutte le volte che li coinvolgiamo in progetti concreti, manifestano sempre molto interesse. Si tratta di approfondimenti stimolanti. Inoltre, l’opportunità di poter vivere l’esperienza diretta in laboratorio consente loro di elaborare delle idee sul lavoro da svolgere in futuro. Il percorso della trasformazione, infatti, rappresenta un valore economico in più rispetto alla sola vendita diretta dell’ortofrutta. Uno sbocco importante che aumenta la redditività di un’azienda e, allo stesso tempo, arricchisce il territorio di produzioni tipiche artigianali da far arrivare sulle tavole dei consumatori”.

Ad aprile, l’Agrario di Cuneo ha in programma un altro laboratorio di un mattino, previsto all’Istituto Lattiero Caseario di Moretta e legato alla trasformazione del latte in formaggio e della carne in salumi. Al corso parteciperanno solo le classi quinte.  

LE TESTIMONIANZE DI TRE ALLIEVI

Durante i laboratori al Dipartimento universitario abbiamo raccolto le testimonianze di tre studenti della 4ª C sull’esperienza vissuta all’Agrario e sull’attività di trasformazione.

Chiara Raso, 16 anni, è di Cavallermaggiore. “Ho scelto questa scuola - spiega - perché i miei genitori hanno un allevamento e mi piacerebbe continuare il loro lavoro. Se, però, non dovesse succedere, avendo optato per l’indirizzo della trasformazione avrò una base importante sull’agroalimentare in generale per dedicarmi ad altre attività del settore. Le conoscenze apprese all’Istituto sono buone e il corso che stiamo facendo è molto interessante”.

Chiara ha svolto uno stage alla Confederazione Italiana Agricoltori di Fossano: “Lì ho seguito di più la parte burocratica, ma per mandare avanti un’azienda serve anche quella. Anzi, è diventata fondamentale”.


Matteo Bonavia, 17 anni, abita a Peveragno. “Non ho un’azienda alle spalle - sottolinea - però mi piacerebbe trovare lavoro nell’ambito delle trasformazioni ortofrutticole o lattiero casearie. Magari come tecnico in qualche laboratorio. Ma sto anche pensando di proseguire la formazione frequentando l’Università o i corsi post-diploma Its. Per approfondire i temi. Queste lezioni, in particolare, mi stanno facendo capire come è costituita la filiera completa dei vari prodotti. E l’Istituto fornisce una buona preparazione pratica”.

Matteo lo stage lo ha fatto nell’azienda ortofrutticola di Andrea Garro a Peveragno: “Ho seguito soprattutto la raccolta delle mele e dei peperoni. E’ stato molto utile, perché alcuni passaggi li avevo studiati sotto forma teorica. Così ho potuto tradurli in pratica”.

Pietro Bongioanni, 17 anni, vive a Fossano. “L’Agrario - afferma - offre molti sbocchi nel mondo lavorativo. Le materie trattate sono interessanti e si possono sperimentare diverse fasi delle coltivazioni dell’ortofrutta nella struttura di Madonna dell’Olmo. Terminata la scuola mi piacerebbe svolgere il ruolo di tecnico in qualche azienda, Soprattutto, però, in un vivaio. In quel settore infatti, da Ferrero di Piovani, ho fatto lo stage e mi è piaciuto subito come lavoro. Del corso di trasformazione sono soddisfatto perché partendo dalla materia prima si arriva al prodotto finale, passando per le analisi e le varie fasi di lavorazione”.   

Sergio Peirone

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