/ Speciale elezioni

Speciale elezioni | 20 febbraio 2019, 07:29

“Caso Marello”: il rovello dell’ “Albesità” tormenta il Pd

Il voto disgiunto delle elezioni regionali fa temere ai dirigenti cuneesi del partito un tacito cartello territoriale. Ipotesi che favorirebbe sia il sindaco uscente del centrosinistra che il candidato presidente del centrodestra Alberto Cirio

“Caso Marello”: il rovello dell’ “Albesità” tormenta il Pd

 

C’è un rovello che tormenta in questi giorni il sonno dei dirigenti provinciali del Pd a proposito della candidatura alle regionali del sindaco uscente di Alba Maurizio Marello.

Non solo problemi di concorrenza interna, ma un elemento che, in una stagione in cui la politica si è fatta “liquida”, impensierisce (e non poco) chi deve compilare la lista cuneese per le regionali.

“Se candidiamo Marello – ha osservato qualche anima più scaltra delle altre – c’è il rischio che lui prenda i voti come consigliere regionale ma quelli per il presidente vadano ad Alberto Cirio”.

A pensar male si fa peccato – osservava il Divo Giulio – ma raramente si sbaglia.

A questa maliziosa considerazione viene aggiunta l’annotazione che la modalità di votazione regionale contempla il cosiddetto “voto disgiunto”, vale a dire che si può esprimere l’indicazione sul candidato presidente, ma al contempo è data facoltà all’elettore di assegnare la preferenza ad un candidato consigliere di una lista a questo non collegata.

Detto in soldoni, tra le fila dei maggiorenti del Partito Democratico – almeno tra coloro che vorrebbero negare la candidatura in Regione a Marello - si teme che la logica della “lobby albese” prevalga rispetto all’appartenenza allo schieramento.

Questo è ciò che temono soprattutto i cuneesi sapendo che nella capitale delle Langhe e nel suo hinterland l’ “Albesità” è più forte di ogni tessera di partito e che un’eventualità del genere darebbe al sindaco uscente un vantaggio rilevante rispetto ai suoi concorrenti.

Del resto, non sarebbe la prima volta che questa porzione della Granda ha dimostrato di saper fare cartello a vantaggio del proprio territorio.

Se questo si traducesse nell’opportunità di dare una risposta all’annosa questione dell’Asti-Cuneo, anche i detrattori di Marello potrebbero consolarsi col fatto che non tutto il male vien per nuocere.

Giampaolo Testa

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium