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Attualità | 21 febbraio 2019, 11:14

Gestione dell'acqua, in Granda soluzione pubblica sempre più vicina: dal 20 marzo l'affidamento al consorzio Cogesi

Il gruppo, formato da alcuni degli attuali gestori del servizio, dovrà entro la data adeguare il proprio statuto e partire con la gestione dal 1° luglio: se ne è parlato ieri sera (20 febbraio) in commissione consiliare a Cuneo

Gestione dell'acqua, in Granda soluzione pubblica sempre più vicina: dal 20 marzo l'affidamento al consorzio Cogesi

La gestione dell'acqua pubblica provinciale da parte di un unico ente totalmente pubblico è sempre più vicina a essere realtà: se ne è parlato nella serata di ieri (mercoledì 20 febbraio) a Cuneo, nella riunione congiunta delle commissioni consiliari I^ e V^ tenutasi nella sala del Consiglio comunale.

Convocata con l'obiettivo di illustrare alcuni punti del bilancio 2018 dell'Azienda Cuneese Dell'Acqua (ACDA) e i passi del prossimo futuro verso la definizione del gestore unico, la riunione ha visto protagonisti l'assessore Guido Lerda e il presidente dell'azienda stessa Livio Quaranta.

Attualmente ACDA conta 96.420 utenze per l'acquedotto e 66.578 utenze tra fognatura e depurazione, dati che permettono di rilevare un aumento percentuale del +17% dal 2015 ad oggi. I volumi di acqua gestiti si aggirano, rispettivamente per acquedotto e depurazione, sui 52.777.044 metri cubi e sui 31.512.608 metri cubi.

I comuni coperti dal servizio sono 102 al netto di recenti scioglimenti o accorpamenti amministrativi; a farla da padrone in senso territoriale è il saluzzese, che ne rappresenta circa l'1% da solo.

Nell'insieme, vengono serviti 223.381 abitanti e in totale sono 23,58 i chilometri di acquedotto per ciascuno di essi; nel 2018 ogni abitante, per l'intero servizio pubblico, ha speso 0,232 euro al giorno (pari a poco più di 84 euro annui). Per ciascun abitante, nel 2018, ACDA ha investito 48,15 euro (più di 18 euro in più rispetto ai dati 2016).

Il patrimonio dell'azienda si aggira sui 40 milioni di euro, per un utile di bilancio 2018 pari a 2.807.121 euro (inferiori quindi ai 3.216.464 euro del 2017).

L'intenzione è quella di arrivare entro il 20 marzo ad affidare la gestione alla società consortile totalmente pubblica Cogesi, che per la stessa data dovrà adeguare il proprio statuto ed entrare a tutti gli effetti in attività – ha sottolineato Lerda - ; il 1° luglio, poi, si partirà in modo ufficiale in circa la metà del territorio provinciale e si lavorerà per comprendere in Cogesi anche le restanti zone della Granda. L'obiettivo è avere l'intera provincia coperta entro l'autunno 2020, tranne a Mondovì che conclude la concessione al proprio gestore nel 2021”.

Un traguardo, quello del 20 marzo, tutto tranne che casuale: è necessario infatti ufficializzare il passaggio di consegne prima che la conferenza d'ambito – l'insieme delle amministrazioni dei territori coinvolti – rischi di “cambiare faccia” dopo le elezioni amministrative di maggio. Un obiettivo raggiungibile, secondo Lerda, a meno che i ricorsi dei vari comuni non blocchino i lavori: “Fare ricorso senza poter entrare nel merito della decisione di affidarsi al gestore unico significa soltanto ritardare la procedura – ha aggiunto ancora Lerda – e mettere a rischio la garanzia del servizio stesso”.

Il gruppo Cogesi, già formato, vede la partecipazione di ACDA, CALSO, Sisi e Infernotto Spa, e alla data del 20 marzo potrebbe anche già includere l'acquedotto delle Langhe. In questo momento Alpiacque – che opera nei territori di Savigliano e Saluzzo – non rispetta i requisiti necessari a far parte del gruppo ma i comuni coinvolti hanno già deliberato che la scelta dovrà essere, entro il 30 giugno, o per la liquidazione o per l'adeguamento. Cogesi vedrà probabilmente un CdA composto da quattro membri, uno per ogni settore territoriale, e un presidente di garanzia.

simone giraudi

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