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Sanità | 21 febbraio 2019, 20:28

Non solo i medici: sono a rischio anche le farmacie nei piccoli centri e nelle aree montane

Federfarma lancia l'allarme ed evidenzia come sia positivo il provvedimento lanciato da Saitta per dare un contributo aggiuntivo a medici e pediatri dei centri con pochi abitanti

Immagine di repertorio

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Federfarma condivide il provvedimento lanciato dall’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, in cui si propone un patto operativo con amministrazioni comunali e sindacati per garantire la presenza di medici di famiglia e pediatri nei piccoli centri e nelle aree montane, attraverso un contributo aggiuntivo a chi decide di prestare la propria attività in queste zone.

Un problema, quello dello spopolamento di alcune aree, che è sentito anche dalle farmacie rurali, quelle cioè ubicate in comuni, frazioni o centri abitati con esigua popolazione. Piccoli centri in cui le farmacie si trovano in estrema difficoltà e, nonostante ciò, lavorano per diventare “farmacie di servizi”, al fine di sopperire, ad esempio, alla mancanza del medico: è in questi casi che il paziente si rivolge con fiducia al farmacista.

Le farmacie ubicate in località scarsamente abitate e difficili da raggiungere sono diventate dei veri e propri presidi di salute che forniscono un servizio utile e indispensabile alla popolazione, rimanendo l’unica porta di accesso sul territorio al SSN. La scelta di insistere sulla distribuzione diretta dei farmaci sta portando alla chiusura delle piccole farmacie rurali e rappresenterà un’enorme criticità poiché rischia di andare a sparire l’unico presidio sanitario presente: nei mesi scorsi si è già avuta una prima avvisaglia.

Comunicato stampa

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