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Attualità | 21 febbraio 2019, 19:30

"Io medico volontario in un ospedale del Kenya": il toccante racconto del dottor Bruno Fea

Il Lions Alba Langhe ha dedicato la sua ultima conviviale all’esperienza di volontariato che il direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università di Torino vive da tempo in un ambulatorio di North Kinangop

Il dottor Frea con un collega anestesista nell'ambulatorio di North Kinangop

Il dottor Frea con un collega anestesista nell'ambulatorio di North Kinangop

North Kinangop, Kenya. Qui, più di cinquant’anni fa, è stato aperto un ambulatorio medico che, nel tempo, è diventato una struttura sanitaria missionaria con circa 190 posti-letto supportata da una serie di attività artigianali.
L’ospedale vede impiegati sei dottori locali, coadiuvati dai moltissimi medici specialisti che decidono di mettersi a disposizione gratuitamente e Bruno Frea – professore ordinario dell’Università di Torino e direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia, nonché socio del Lions Club Alba Langhe - è uno di loro.
 
Si tratta di missioni volontarie della durata di due settimane, per tre turni all’anno”, spiega Frea, che aggiunge: “Durante i primi giorni di lavoro arrivano i cosiddetti Matatu, pulmini stracarichi di pazienti che, a gruppi di sessanta-settanta persone e dopo avere percorso anche centinaia di chilometri, si mettono in fila per poter essere visitati e operati”.
 
Quello che mi ha maggiormente colpito, all’inizio, è la grande pazienza di queste persone che stride con la frenesia a cui siamo abituati. La giornata lavorativa inizia alle 8 per finire alle 19, orario interrotto solamente da una breve pausa pranzo. Lo staff, composto da quattro persone, si divide tra ambulatorio e sala operatoria, così da poter prestare cure al maggior numero possibile di pazienti”, racconta il prof. Frea, che aggiunge: “Nonostante a North Kinangop siano stati fatti enormi passi in avanti sul fronte delle attrezzature, mancano macchinari all’avanguardia come, ad esempio, la Tac. Durante queste missioni coinvolgo sempre dei medici specializzandi e l’indisponibilità di certi strumenti viene usata come risorsa per affinare le loro competenze, affinché possano comprendere il valore della visita al malato”.
 
Durante la serata sono stati letti alcuni passi dal libro "Passaggio a North Kinangop", scritto dallo stesso Frea, e la platea ha reagito con grande commozione e senso di partecipazione.
 
“Abbiamo scelto di dedicare una serata all’impegno in Kenya del nostro socio perché spesso i sodalizi come il nostro, strangolati dalla burocrazia, tendono a dimenticare che in alcune zone del nostro pianeta l’accesso alle cure sanitarie continua a essere un privilegio e non un diritto”, spiega il presidente del Lions Club Alba Langhe, l’avvocato Giuseppe Rossetto, che aggiunge: “Sicuramente, dopo questa sera, il nostro club si renderà partecipe di un intervento concreto in favore di questa bella realtà, che funziona”.
 
Alla serata era presente anche Stefano Ventura, presidente del Leo Club Alba Langhe che ha dichiarato: “La passione e la voglia di fare del prof. Frea sono d’esempio per noi giovani, mi auguro che nel prossimo futuro si possa replicare l’iniziativa di questa sera coinvolgendo anche Leo di altri club, con l’auspicio di poter dare anche noi il nostro contributo”.
 
Il Lions Club Alba Langhe nuovamente impegnato per la vista dei più piccoli. Anche quest’anno il sodalizio lionistico albese ha sponsorizzato uno screening per l’ambliopia presso la scuola dell’infanzia della Moretta. “Un’iniziativa ormai ricorrente, utile per aiutare le famiglie a meglio comprendere lo stato di salute della vista dei propri figli”, spiega il presidente Rossetto, accompagnato dalla socia del club Maria Angela Monte.

Redazione

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