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Agricoltura | 22 febbraio 2019, 07:45

Fauna selvatica: affollato incontro promosso in Consiglio regionale a Torino dalla Cia-Agricoltori Italiani (FOTO)

La provincia di Cuneo era rappresentata dai vertici dell’organizzazione rurale e, soprattutto, da viticoltori, coltivatori di nocciole e allevatori. Il presidente Conterno: “Quegli animali sono dello Stato e lo Stato deve risarcire i danni provocati alle aziende”

Il dibattito sulla fauna selvatica nell'Aula del Consiglio regionale

Il dibattito sulla fauna selvatica nell'Aula del Consiglio regionale

Il problema fauna selvatica in Piemonte continua a tenere banco. Le organizzazioni di categoria del mondo rurale stanno sollevando da tempo la questione dei danni causati dagli animali, soprattutto cinghiali e caprioli, agli imprenditori del settore. Le Cia-Agricoltori Italiani di tutte le province del territorio subalpino hanno chiesto un confronto con i rappresentanti politici della Regione per trovare una strada che indichi delle possibili soluzioni.

L’iniziativa si è svolta a Torino nell’Aula del Consiglio regionale, con la presenza di numerosi titolari di aziende e sindaci. Per la “Granda” hanno partecipato soprattutto i viticoltori, i coltivatori di nocciole e gli allevatori, accompagnati dal presidente provinciale di Cuneo della Cia, Claudio Conterno, dal direttore, Igor Varrone, e dal vicedirettore e anche assessore del Comune di Bastia Mondovì, Silvio Chionetti

In apertura dei lavori il presidente regionale Cia, Gabriele Carenini, ha ricordato come la mobilitazione del mondo agricolo vada oltre gli interessi rurali, certamente importanti per le aziende, ma coinvolga tutti i cittadini su temi per nulla secondari quali la sicurezza stradale e l’incolumità pubblica.

Particolarmente accesi sono stati gli interventi di alcuni agricoltori, sindaci e rappresentanti delle Amministrazioni comunali che hanno evidenziato, a gran voce, una situazione ormai di emergenza in tutte le aree del Piemonte. Chiedendo risposte rapide e non più rinviabili.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Giorgio Ferrero, dopo aver ascoltato le testimonianze di tutti, non ha venduto illusioni. “Siamo consapevoli - è stato il succo del suo contributo - dei gravi disagi e dei danni enormi prodotti dalle specie presenti sul territorio. Però, il ruolo della Regione è frenato dai limiti imposti dalla normativa nazionale, che andrebbe aggiornata”.

Prendendo spunto dalle parole di Ferrero, il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, ha promesso l’impegno dell’organizzazione di riscrivere la Legge 157 del 1992-“Norme per la protezione della fauna selvatica” e proporla, in tempi brevi, ai parlamentari a Roma.

Dopo l’incontro, il commento del presidente provinciale di Cuneo, Conterno, è stato chiaro: “L’iniziativa che abbiamo portato in Consiglio regionale è servita per ragionare sul problema. Forse i politici hanno colto l’esasperazione dei produttori agricoli. Il contenimento della fauna selvatica non può essere delegato ai cacciatori, oltretutto sempre di meno. Quegli animali sono di proprietà dello Stato e quindi lo Stato deve fare la sua parte risarcendo, in tempi adeguati, le aziende rurali per i danni provocati dalla loro presenza”.   

Sergio Peirone

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