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In&Out | 24 febbraio 2019, 07:02

La storia di Samuele, fossanese innamorato dell'Argentina (e del mondo)

"Ho imparato a socializzare con qualsiasi persona che mi ritrovi davanti e ad apprezzare sempre più culture diverse dalla nostra, a vivere senza una routine o un’agenda programmata, ma soprattutto senza rimorsi"

Samuele Pagliero

Samuele Pagliero

"Ho imparato a socializzare con qualsiasi persona che mi ritrovi davanti e ad apprezzare sempre più culture diverse dalla nostra, a vivere senza una routine o un’agenda programmata, ma soprattutto senza rimorsi".

A parlare è Samuele Pagliero, giovane fossanese partito da circa 8 mesi per un viaggio intorno al mondo in solitaria (come riportato recentemente dal portale Viaggiare da soli).

La decisione di intraprendere quest'esperienza, Samuele l'ha presa nel periodo in cui ha cominciato a viaggiare all'estero per alcune trasferte realizzate per un'azienda del fossanese: a ogni rientro in Italia sentiva però la provincia Granda sempre più stretta e il bisogno di fuggire e cambiare aria crescere sempre di più. A dare il colpo di grazia un viaggio a Cordoba da un amico d'infanzia, che l'ha spinto a innamorarsi dell'Argentina e dal clima fraterno instaurato dai suoi abitanti.

Samuele ha capito che era davvero giunto il tempo di dare una svolta alla sua vita.

 

Come affrontare un viaggio di questo tipo, però, dal punto di vista dell'atteggiamento e dell'organizzazione? Samuele ha capito presto che uno degli errori principali è proprio quello di prendere il tutto con troppa ansia, senza concentrarsi sulle emozioni del momento quanto dovuto: l'obiettivo deve essere la sensazione che dà un luogo e non il raggiungerlo - o il lasciarlo per quello successivo - seguendo una tabella di marcia esageratamente costrittiva.

E le sensazioni migliori, finora almeno, Samuele le ha sperimentate proprio in Argentina. Un luogo forse meno stupefacente dal punto di vista naturalistico o paesaggistico ma del quale ha finito per non poter più fare a meno, specialmente grazie alla costante "onda di buonumore" che investe le strade nonostante spesso ogni persona abbia alle spalle difficoltà impensabili e - ovviamente - al buon rapporto che gli argentini hanno da sempre intrattenuto con noi italiani.

Sia come sia, presto o tardi Samuele dovrà fare il suo ritorno a casa: il richiamo degli affetti è senza dubbio troppo forte, dopo 8 mesi, per poter essere ignorato ancora a lungo.

Ma non è detto che il resto del mondo abbandoni la presa tanto facilmente: "Sto valutando l’idea di farmi 6 mesi o più in Australia lavorando e cercando di mettere da parte più soldi possibile in modo da poter organizzare qualche altra avventura e perfezionare il mio inglese. Ora non mi immagino tornare a vivere e lavorare a Fossano, in questo momento la voglia di uscire dall’ordinario e confrontarmi con nuove realtà è ancora molto forte".

s.g.

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