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Attualità | 27 febbraio 2019, 17:45

Asti-Cuneo: mentre Gribaudo, Campo e Dadone alzano la voce venerdì 1° marzo si parte con il presidio in Prefettura

Se per la prima "Toninelli stavolta si blocchi lui", per i pentastellati le polemiche di Borgna e Balocco sono "l'unico modo per uscire dall'anonimato"

Lo striscione della protesta a salita "Bergoglio"

Lo striscione della protesta a salita "Bergoglio"

"Visto che Toninelli blocca tutto e tutti, stavolta si blocchi lui".

Inizia così il post apparso oggi (27 febbraio) sulla pagina Facebook ufficiale dell'Onorevole cuneese Chiara Gribaudo; il tema, la protesta dei sindaci del territorio tenutasi ieri alla salita "Bergoglio", che Gribaudo ha portato alla Camera il giorno stesso "per chiedere risposte chiare e definitive al Ministro Toninelli sul completamento della A33 Asti-Cuneo".

Sembra che il Ministro abbia intenzione di stracciare l’accordo di cross financing raggiunto in sede europea dal Ministro Delrio che avrebbe permesso l’avvio dei cantieri dell’Asti Cuneo già nel 2018, e che invece voglia andare verso una nuova negoziazione che farà perdere anni preziosi e soprattutto rappresenta un regalo incredibile ai concessionari, che non ci saremmo mai aspettati da chi ha sempre dichiarato di voler fare loro la guerra".

"Toninelli sta proponendo di finanziare la realizzazione del tratto mancante dell’Asti-Cuneo attraverso l’aumento del valore di subentro, che blinda nelle mani del concessionario attuale la prossima gara per la A4 Torino Milano creando un monopolio privato di oltre trent’anni".

Ci si rende conto che cosi facendo significa paralizzare tutto? - ha concluso Gribaudo - Ministro Toninelli, se non vuole parlare con noi ascolti il pragmatismo cuneese”.

 

In difesa del Ministro pentastellato sono giunti però il consigliere regionale Mauro Campo e la deputata Fabiana Dadone, con un comunicato stampa a quattro mani pubblicato nella giornata di oggi.

"Altra settimana, altro giro di polemiche sull’Asti Cuneo da una sempre più sparuta minoranza di amministratori politicamente vicini a chi il problema l'ha creato" si legge nella lettera.

"Il motivetto é passato da “la vogliono bloccare” a “si poteva partire subito”. Il Ministro, con cadenza ormai settimanale, comunica i progressi nella trattativa per arrivare al nuovo contratto con il concessionario. Contratto che, evidentemente, non c’era, visto che il precedente era stato cancellato da Del Rio e che ottenere l’autorizzazione della UE per una proroga della concessione sulla Torino Milano non voleva dire che ci fosse automaticamente il nuovo progetto ed il contratto".

"Stupiscono le affermazioni del presidente della Provincia di Cuneo Borgna e dell’assessore ai trasporti regionale Balocco sul fatto che si potessero aprire i cantieri subito. Affermazioni fatte, peraltro, dai rappresentanti di una Provincia ed una Regione che non brillano certo per velocità degli interventi sulle infrastrutture di propria competenza, come stanno a dimostrare le strade provinciali e regionali ed altre opere come il nuovo ospedale di Alba e Bra, il grattacielo della Regione Piemonte, l’Istituto Alberghiero di Mondovì".

"Probabilmente, protestare é per loro l’unico modo per uscire dall'anonimato e provare ad intestarsi un po’ di merito del lavoro svolto dal Ministro Toninelli in vista del completamento dell’opera - concludono Campo e Dadone - . Un risultato ottenuto senza dover chiedere permessi a Bruxelles né fare regali al concessionario, ma con un’ordinaria e controllata procedura che, se fosse stata seguita già nel 1990, forse avrebbe evitato una vergogna lunga quasi trent’anni e centinaia di milioni di euro di sperperi".

Al di là dei rimpalli "di responsabilità", comunque, dal 1° marzo verrà attivato un presidio permanente davanti alla Prefettura di Cuneo, che a distanza di un mese è previsto si sposti a Roma, direttamente davanti al Ministero dei Trasporti.

simone giraudi

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