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In&Out | 03 marzo 2019, 11:30

Da Saluzzo al Maryland: l'esperienza "ricca di sorprese" di Tommaso Martina

Riceviamo e pubblichiamo

Tommaso Martina

Tommaso Martina

Buongiorno, mi chiamo Tommaso Martina, abito a Saluzzo e sono uno studente dell’indirizzo Scienze Applicate al Liceo Bodoni.

A febbraio dell’anno scorso (2018) ho deciso di intraprendere questa esperienza americana; una scelta che è ovviamente partita da me, ma sempre supportata dai miei genitori.

I primi 3-4 mesi sono stati spesi per completare tutti i documenti, assicurazioni e applicazioni, con la mia agenzia poi abbiamo concordato di scegliere gli Stati Uniti e più nello specifico la macroarea che comprende la costa nord-est del Paese, consigliata da loro per una migliore esperienza di studio. Durante l’estate mi hanno messo in contatto con il preside di una scuola privata cristiana qua in Maryland, il quale dopo un colloquio sotto forma di intervista Skype mi ha convinto a partire.

Attualmente vivo con la mia famiglia ospitante che è composta da tre persone, tra cui il mio padre ospitante nonché preside della mia scuola e Pastore della chiesa alla scuola correlata. Normalmente siamo quattro in casa e ho solo un fratello ospitante che vive con me, perché i restanti tre non vivono più a casa. Essendo appunto a casa del preside, abito molto vicino alla scuola che frequento, dandomi così la possibilità di andarci a piedi e di non dover fare spostamenti in macchina o scuolabus.

Quindi la mia settimana scolastica si svolge dal lunedì al venerdì in questa maniera: inizia alle ore 8.30 per finire nel pomeriggio alle 15.30, al mattino abbiamo due lezioni da un’ora e mezza l’una, rispettivamente 8.30-10.05 e 10.10-11.40. Stessa cosa vale per il pomeriggio che dopo una pausa pranzo di 30 minuti si sviluppa in altre due lezioni di un’ora e mezza (12.15-13.45 e 13.55-15.25).

Le materie sono in parte sceglibili e sono un totale di 8, si hanno quindi 4 obbligatorie (matematica, inglese, bibbia, storia) e 4 a scelta: nel mio caso ho optato per chimica, fisica, laboratorio di matematica e uno sport. Quest’anno inoltre sono considerato ‘senior’ ovvero sto conseguendo un percorso di studi che mi porterà a “graduarmi” con un diploma americano.

Ci sono certamente delle difficoltà da tenere in conto che possono riscontrarsi soprattutto nei primi tempi, come poca conoscenza della lingua, piuttosto che una particolare differenza nel modo di vivere e di affrontare la quotidianità. Io personalmente mi ritengo fortunato nell’essermi sempre saputo adattare al meglio anche nell’ambito scolastico, che non ho mai sottovalutato. Le difficoltà ci sono e sono sempre molto imprevedibili, l’importante è tenersi impegnati e dimostrarsi pronti al cambiamento.

È quindi un’esperienza ancora ricca di sorprese, ma dal mio punto di vista assai consigliabile, la quale oltre che aiutare molto nella conoscenza della lingua inglese ti regala un ottimo bagaglio di esperienze uniche e di amicizie indimenticabili.

Io ho avuto il piacere di essere nella squadra della scuola di pallacanestro e di calcio dove ho potuto conoscere molte persone che mi hanno nel tempo aiutato ad affrontare momenti più difficili. Ho vissuto molte esperienze e visitato diversi stati e città del Paese (New York City, Washington, Philadelphia).

Il mio consiglio è quello di tenersi sempre occupati e di essere desiderosi di provare esperienze nuove. I progetti per il futuro sono quelli di concludere al meglio quest’anno scolastico e prepararmi a recuperare il materiale per il prossimo: ora mi sto dedicando molto a imparare l’inglese al meglio possibile ed a vivere l’esperienza al massimo delle potenzialità.

Grazie,

Tommaso Martina

redazione

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